lunedì 13 marzo 2023

Stelle meccaniche di Alessia Principe

 


Chissà dove sarà finita quella fiducia nel futuro! Chissà! Il mondo per come lo conosciamo o pensiamo di conoscerlo ci rinvia sempre più verso la distopia, una descrizione o rappresentazione di una realtà immaginaria del futuro in cui viene presagita un'esperienza di vita indesiderabile o spaventosa. Ed anche la fantascienza si basa su una narrazione con ipotesi  tecnico-scientifiche e  conseguenze sulla società e sull'individuo terribili. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg, mostri o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o nel futuro. Ma non è più fantascienza ormai. La distopia e la fantascienza,
 entrambi questi generi letterari derivano dall’utopia: il primo seguendo una discendenza diretta, il secondo, per alcuni, come una forma di degenerazione. 

Utopia è immaginare un mondo migliore ma "al sostanziale ottimismo vittoriano sulle possibilità del futuro della borghesia in ascesa (un ottimismo da apertura d’epoca, sia pure con le bivalenze della rivoluzione industriale) si è sostituito, nel nostro secolo, un atteggiamento culturale e mentale molto più differenziato e problematico" dice  Daniela Guardamagna, "Analisi dell’incubo. L’utopia negativa da Swift alla fantascienza". 

Leggo con attenzione romanzi che trattano storie come Stelle Meccaniche di Alessia Principe, romanzi dove il sole non c'è più, si è spento il sole e la stella artificiale Meti si è spenta anch'essa, potremmo dire.

 Uomini e donne sono pezzi, sono usati come pezzi di ricambio, sono ormai un misto di tecnologia e umanità. La Terra è dominata dagli Arcolai che domina sui  Resti, i ricordi. Inquietante futuro visto con gli occhi di due ragazzi Tito e Giosuè.  

Benché in un mondo distopico incontriamo Miriam " Ogni rientro nel suo corpo era come aprire la porta di casa dopo una lunga assenza e scoprire il proprio odore cha solo gli altri riuscivano a cogliere... I sentori domestici continuavano a esplodere come bombe subacquee nella testa, e lei li sminuzzava e li rimetteva al loro posto. E metteva a posto se stessa." Stelle meccaniche

"Miriam scrisse la storia di Eva sul suo diario. Lei scrisse: Sono stata Eva. Ventidue anni dentro di lei… Il tempo è un filo di bava che si allunga su e giù"

Giosuè, Tito, come essere amici essendo rimasti circuiti di connessione. Resti di Rebecca, di Aristide, Noè, intanto a prua sta, la sua nave Nimrod ondeggia al molo 13G. Una nave entropica lunga ventidue metri

"Il tempo è un’ossessione e i ricordi l’anestesia della morte. Siamo Resti di Tempi più universali." mi dice Alessia 


Stelle meccaniche di Alessia Principe lette a casa di mia madre mentre ci scaldiamo al caminetto. La casa è antica, fa parte di un complesso del settecento, del barocco calabro, mia madre si avvia a compiere cento anni e ormai anch’io sono aggrappata a ciò che ci sembrava bello fosse del futuro. Siamo resti. Testimonianze di ciò che si trasforma inesorabilmente. Stelle meccaniche è un romanzo di fantascienza, mi è sembrato riecheggiare Asimov, mi sono ricordata la fantascienza letta negli anni settanta, ma qui la fantascienza diventa distopia, diventa ciò che è ormai la realtà. Se leggo di resti, non posso fare a meno di pensare ai migranti, a chi è morto stipato in un camion, a chi è morto annegato sulle spiagge di Cutro, a chi deve raccogliere pomodori a tre euro al giorno ed essere schiavo di un padrone, ai moltissimi residui di una civiltà involuta. Distopica. Alessia ci racconta di corpi costruiti con residui di cavi, con innesti, di corpi dove anche i ricordi vengono resettati, ricomposti e chissà cosa si ricorderà se anche il ricordo è manipolato. 
Mi chiedo cosa resterà, come sopravvivere al disastro senza perdere umanità, mi chiedo ma già il chiedere mi sembra un atto pretestuoso. 
Nel Regno della Litweb, pura astrazione mentale abbiamo anche noi i nostri pezzi, pezzi di ricambio, pezzi che urlano e pezzi che sorridono, "Assicuriamo con una bugia un sottile equilibrio: L'utile resta, l'inutile va riciclato" con le parole del dottore Sarastro  a Giosuè rimaniamo a leggere "Qualsiasi istante avrebbe cambiato il corso degli eventi, ma le cose sono andate in un certo modo. Perché le cose vanno sempre avanti, Giosuè, e vanno sempre come devono andare. Tu non puoi cambiarle. Nessuno può."  e poi  dopo che succedono le peggiori cose, sembra una saggezza antica, dimenticare per sopravvivere. Dimenticare è anche il modo in cui tutti gli uomini sono sopravvissuti. Non possiamo torturarci all'infinito.
Nel Regno Della Litweb intanto sta Alessia Principe con Stelle Meccaniche. "Stelle che non smettono mai. Quelle vere." 

Ippolita Luzzo 



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