giovedì 27 agosto 2026

Vivere letteratura

 Vivere letteratura non è quel che ossessivamente mi ripetono le pagine di Facebook o quelle più autorevoli della Lettura del Corriere della Sera. 

Vivere letteratura non è nemmeno essere invitati a festival, sempre troppo numerosi, perché ci stanno i fondi regionali e i festival sono un lavoro remunerato. 

Vivere letteratura non è nemmeno tutto questo sbattimento di video onestamente insulsi che vanno di gran moda, paradossalmente non è nemmeno scrivere libri perché vivere di letteratura è un’altra cosa.

Conservando il commento di Bruno Di Pietro: “Vivere di letteratura è camminare con il piacere di avere in tasca solo le mani, senza fretta, ascoltare tutto quello che ti circonda, riconoscere i venti al solo contatto con il corpo, percepire gli odori dopo la pioggia, dar da mangiare a un cane randagio, cercare i nomi antichi delle cose, salutare tutti, anche gli sconosciuti o i nuovi arrivati, accendere il fuoco nei camini ai primi freddi, e di buon mattino prendere il pane caldo al forno. Se non è questo la letteratura è possedere libri e fermarsi alla copertina.”

Ippolita Luzzo 

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