1) Storia di una passione politica di Anna Vinci ci porta al centro dell'infanzia di Tina Anselmi, "Nel nostro mondo di bambini con pochissimi giocattoli, la fantasia era la bacchetta magica che trasformava le piccole incombenze quotidiane in occasioni di svago e, così, anche portare a casa il cocomero diventava per noi una festa. La nonna lo tagliava in due parti uguali, una per me e una per mio fratello, le poggiava sulle nostre teste, e noi ogni tanto ci fermavamo e ne assaggiavamo un po'; poi riprendevamo il cammino e il succo colava, le mani erano appiccicaticce e sporco di rosso, e avevamo i semini neri sul collo e sul viso."
Tina Anselmi, partigiana durante la seconda guerra mondiale, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica Italiana, ministro del lavoro e ministro della sanità nei governi Andreotti IV e V.
Firmataria della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, fu considerata come una "madre della Repubblica" e la sua candidatura fu proposta più volte durante le elezioni per il Capo dello Stato, prima nel '92 e poi nel 2006.
25 Aprile del 2020 con Tina Anselmi ci porta subito al centro della libertà con la curiosità di Tina bambina sul perché non fosse rimasto lo zio Carlo da loro. La madre la rimproverò e "La bambina, considerata in famiglia e a scuola molto intelligente, si sentì offesa e tacque. Si piaceva scapigliata. Ed ecco che il padre, raramente in disaccordo con la moglie, si animò nell’ergersi a difensore della curiosità, importantissima nella vita per conoscere e non farsi ingannare.
“Se si sapesse ciò che sta accadendo… Chi lo sa? Chi vuole sapere!”.
La moglie lo guardò stupita, zia Teresa ne fu sorpresa. La bambina ne fu orgogliosa. Fu solo un momento di baldanza, dopo riprese a parlare con pacatezza.
“Si sceglie come si può, figlia mia, crescendo lo capiamo tutti, alcuni non demordono, alcuni i più umani”.
Mi piace molto continuare la mia conversazione con Anna Vinci, biografa ufficiale, nonché amica, di Tina, con un momento legato all'infanzia. Noi siamo ciò che assorbiamo dall'infanzia, mi dico sempre, e cominceremo a conoscere Tina Anselmi proprio dai suoi primi ricordi.
Lei". Chiamava corpi senza storia quelli che sembravano destinati ad altri volti e quindi non potevano far parte di una storia compiuta. "e poi "le ore possono avere appuntamenti? Sì, incontri con il destino ai quali conducono animali e cristiani ignari di ciò che li attende." e nell'infanzia ". L’infanzia deve essere il luogo delle possibilità. Della spensieratezza."
e poi Tina Anselmi assiste all'impiccagione di di trentuno prigionieri per rappresaglia: decide così di prender parte attivamente alla Resistenza. Con il nome di battaglia di "Gabriella". Cosa ci trasforma dalla spensieratezza alla maturità nella lezione di Tina Anselmi?
Anna Vinci:
3) Da un mondo fatto di piccole felicità nei lontani anni trenta del millenovecento al 1946 ai lavori del congresso della Democrazia Cristiana "Impacchettate e indottrinate... doppiamente sprovvedute e non pronte a fronteggiare una invasione della vita pubblica nella nostra esistenza" con l'entusiasmo di conoscere De Gasperi, Dossetti, Pertini, Togliatti.
Imperativo categorico di Anna Vinci che nessuna vittoria è irreversibile, che dopo aver vinto possiamo anche perdere, Tina Anselmi resta un riferimento di grande idealità e concretezza, di dignità e di affetto per chiunque voglia cominciare ad interessarsi davvero a far politica, aspettiamo il prossimo lavoro di Anna Vinci.
Con noi a Lamezia Terme nel 2021 insieme a Giovanna Casadio
Ippolita Luzzo
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