martedì 9 aprile 2019

La gente non esiste Paolo Zardi

Racconti viventi, racconti che respirano, mi viene da scrivere su La gente non esiste di Paolo Zardi. In "Botole" si vede il passato, lo vedi come se fosse adesso. Puoi scorrere avanti e indietro. Puoi interagire:rivolgi la parola a qualcuno, e quello ti risponde. Botole ci ricorda questo tempo così infelice, dove non esiste più il sacro, il ricordo, ma  tutto è trasformato in un supermercato. 
C'è una esigenza impellente di ritrovare, di ritrovarci tutti, da lettori e scrittori, racconta in "Escherichia Coli" l'autore, ritrovarci nel racconto. "Nella realtà di tutti i giorni mancavano i nessi di causalità, la simmetria che crea stupore, un'organizzazione degli eventi, qualcosa che li mettesse in relazione." A fine giornata non abbiamo nulla da raccontare se non ci soccorresse, pietosa quasi, la nostra immaginazione, la costruzione letteraria di un dettaglio. Ho amato il racconto "Corpi" dove i mondi immaginari, il corpo immaginato, perfetto, si sarebbe incontrato con un altro corpo altrettanto immaginario. Quante storie sono nate nell'immaginazione e sono rimaste perfette in quei mondi immaginari che potrebbero essere la Luna di Astolfo, il luogo dove Ariosto mandava il senno di chi immaginava troppo! Moltissime storie non appaiono mai se non ci fosse uno scrittore ad acciuffarle prima che volino lassù, sulla Luna.
Intanto il mondo è sparito, le città, i paesi, i quartieri, sono spariti, resta un "Riverbero" ed  Riverbero, ultimo dei racconti a chiederemi fortemente di ritornare ciclicamente al primo.  
Ritornare a "Ombrelloni" il primo racconto del La gente non esiste. 
Vista dall’alto la spiaggia assomigliava alla pianura padana ( Oceano padano Mirko Volpi) o a una vecchia carta geografica dove i diversi colori riempivano poligoni tracciati con il righello: gli ombrelloni giallo limone confinavano con ombrelloni bianchi e sobri che si estendevano fino ai margini di quelli rossi, alla periferia occidentale dello stabilimento,dove un fiume impediva ogni ulteriore espansione( canticchio leggendo la descrizione la canzone “ In spiaggia gli ombrelloni... "l'estate sta finendo" dei Righeira) e canticchiando vi invito alla lettura di questi deliziosi racconti  sulla descrizione della spiaggia con l’odore della carne. "Il mio fu amore a prima vista." potrei dire io con Paolo Zardi. 
Vi consiglio la lettura di questi racconti e degli altri libri di Paolo Zardi, in un Zarditudine infinita dal Regno Della Litweb esultante. 
Ippolita Luzzo 
 

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