sabato 3 gennaio 2015

La Samarcanda di Dara



Vivere, vivere, vivere ancora- La Samarcanda di Dara
Samarcanda - Crocevia di culture.
Girifalco, oh oh  cavallo oh oh
Comincia con un uomo che cade da un asino La Storia.
Coincidenza volle che ci fossi anche io.
E se la vita non ha sogni io li ho e te li do… così Lucio Dalla in Piazza Grande.
Domenico Dara a Lamezia Terme incontra i suoi lettori nella libreria di Savina, che ringrazio.
Breve Trattato sulle coincidenze, il romanzo di Domenico, Nutrimenti Editrice, farà di Girifalco il luogo dell’immaginario, il personaggio vivente, un paese postino.
 Inizia così la nostra avventura.
Dalle rovine e dallo sciupio della polvere del sud, che sia distruzione di luoghi, di ricordi, di archivi, nasce la trama, apparentemente casuale, delle coincidenze che stupiscono. Si narra così. O mutos deloi , cominciavano così gli apologhi, le favole di Esopo, Si racconta che.
La Narrazione. Una istanza, la prepotente voglia di dare un senso alla vita di uomini, luoghi e affetti. Un apologo che trasmetta un insegnamento morale, un dovere, un impegno, spostando i fatti in altri luoghi, in altri tempi, per osservarli meglio. Un compito da svolgere.
 Narrare con un linguaggio credibile che parli a tutti, quello dello stupore, della possibilità che si incroci un giorno la coincidenza, e che tutti saremo chiamati  a riconoscerla, ad essere responsabili, a decidere se accettarla o volgere il capo e non vederla . Un miracolo del quotidiano. L’attimo che si dilata e trasforma il dopo che non sarà mai più uguale a prima.
La coincidenza è una risposta ad una domanda forte, mi sta dicendo Domenico Dara, in un dialogo affollato, fra me, lui, i libri, e la conoscenza che supponiamo per qualche minima parte simile.
Nel dialogo muto e attento fra noi, lettori, e lo scrittore, attraverso i suoi personaggi, gli incastri delle storie, il testo e l’ipertesto, il contesto, i modelli di riferimento si affollano, si spingono e si rincorrono, chiacchierando, in una complessità euforica.
La solitudine vinta con un foglio, con la certezza di stare in una relazione animata, come nelle antiche religioni animistiche in cui tutto vive e intercetta l’altro nel trascendente viaggio verticale che eleva noi tutti dalle azioni usuali.
Questo l’incontro che ho partecipato ieri, incontro che è  complemento oggetto fra soggetti attivi.
Trattatistica scorretta la mia, perdonami Domenico.
 Simile a quella del signore che, ieri sera, mi chiedeva se fosse un tuo conoscente quel postino che ti raccontò di tutte quelle lettere che apriva e manometteva il testo.
Ecco, a proposito, chi ti ha raccontato tutte queste storie? Hai avuto uno zio postino a Girifalco?
A Girifalco verremo tutti, ormai, a spedire le nostre mail, le nostre lettere, consegnandole nelle mani del tuo postino, senza affrancarle, nel sogno di una Samarcanda che ci porterà.

  

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