martedì 16 agosto 2016

La parabola dell'asino

Da Esopo a noi
Non potremmo mai contentare gli altri e, ogni cosa facciamo, per un altro sarà sempre una stranezza.
Ho pensato esattamente così quando, uscita da una conferenza stampa, incrocio loro due, conoscenti, che, salutandomi, mi domandano cosa io facessi per poi commentare al mio indirizzo con frase similare ai passanti della storiella qui riportata in varie versioni.
Dalla più antica di Esopo (Esopo, ca 620 a.C. - ca 560 a.C.) all'altra storia dopo Cristo, cambiano i personaggi ma nulla è immutato. 
Esopo:Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto. Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall'asino ed alleviavano la fatica del percorso. Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti li schernivano: "Ecco," dicevano "un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto". Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado. La folla dei viandanti borbottò: "Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito". Egli, vinto dalla vergogna, costringe il padre a salire sull'asino. Così sono portati entrambi dall'unico quadrupede: il borbottio dei passanti e l'indignazione si accresce, perché un unico piccolo animale era montato da due persone. Allora parimenti padre e figlio scendono e procedono a piedi  con l'asinello libero. Allora sì che si sente lo scherno e il riso di tutti: "Due asini, mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi". Allora il padre disse: "Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci".
Oppure
"Maria, incinta di Gesù, e Giuseppe sono in viaggio verso Betlemme. Giuseppe cammina, mentre Maria cavalca l’asino. Passano in un paese e la gente, indignata, mormora: “Che vergogna! Quell'uomo anziano è costretto a camminare, mentre lei, così giovane, è comoda sull'asino”! Giuseppe e Maria si confrontano e decidono di scambiarsi i posti. Giuseppe sale sull'asino e Maria si mette a camminare. Attraversano un altro paese e la gente, scandalizzata, dice: “Guarda quella povera donna incinta, lasciata a piedi mentre l’uomo, sano e forte, si fa portare dall'asino”!  Maria e Giuseppe ci rimangono molto male, pertanto decidono, per evitare di essere nuovamente criticati, di salire entrambi in groppa all'asino. Nel paese successivo, però, un gruppo di persone mostra grande disaccordo sulla scelta, ritenendo che i due viaggiatori siano delle persone davvero crudeli, per aver deciso di far trasportare entrambi i loro pesi al povero asino. Maria e Giuseppe, allora, scendono dall'asino e proseguono a piedi. Attraversano l’ennesimo villaggio e qui la gente esclama, divertita: “Guardate che stupidi quei due! Hanno un asino e vanno a piedi”!
Ritornando a noi, io vorrei aggiungere all'indirizzo di chi si sorprende del  fare altrui, trovando sempre il difetto:-Non si accorgono, simili spettatori, che gli asini sono loro?

Ah tu con questa letteratura! mi dicono infatti

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