martedì 24 febbraio 2015

Elena Ferrante al Premio Gomorra

Riflessione semiseria sulla candidatura al premio Strega della Ferrante, autrice oppure autore semisconosciuto. Oppure gruppo di autori. Chissà!

Saviane propone candidatura di Elena Ferrante al Premio Strega, famoso premio citato in un mio famoso post: Noi vinceremo il Premio Strega

Da questa riflessione sui social  si divaga, come sempre succede in qualsiasi riflessione a gruppi sparsi, e dopo aver trovato accordo su candidatura della Ferrante  al premio parrocchietta o caccuri, perifrastica attiva del verbo omonimo, entriamo nel merito se un autore viva nel suo libro e quindi molto interessante è conoscere lui, l'autore.
Io credo nella forma d’arte come relazione quindi scrivo: Io invece sono affascinata dalla vita dell'autore. Parole di Sartre


Gian Paolo Serino Ippolita Luzzo vedrai che sarai soddisfatta. Se il mondo editoriale continua così, pur ormai vicinissimo al "The Crack Up" ( scomodo il Francis Scott Fitzgerad dei tre articoli pubblicati nel 1936 su "Esquire" e che puoi trovare in Italia da Adelphi), troverai gli scrittori in libreria al posto dei libri. Tiri un cordino ( ombelicale) e Ti raccontano la loro vita wikipedia
Ippolita Luzzo Certo poi può esserci questo eccesso ma leggere un libro attraversa sempre la vita di chi l'ha scritto. Il lettore legge anche quello. Un libro non è una cosa

Mi risponde una donna così:-  Beh, sarebbe come dire che a teatro gli attori si presentano con il regista accanto oppure la Nutella accompagnata da Ferrero

Metterò in anonimo per  poter postare questa golosità, assemblando, lei,   opera d’arte unica, come può essere un libro, a vasetti di Nutella, tutti uguali, quella sugli attori poi me la spiegherà che io non ho capito.
Il regista dirige e crea ed è con gli attori, proprio dentro, ti direi.
Così io darei Premio Gomorra a chi accetta anonimato, a chi scrive in anonimato, a chi trama in anonimato. La trama. Certo che siamo contro tutti gli eccessi di presenzialismo, siamo per moderazione e virtù, ma tutto questo dire è responsabilità. Sempre. Ed ogni autore, nella narrazione,  scrive se stesso, Cocteau lo dice. Come me.





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