18 febbraio 2023
Siamo nello stesso tempo passeggeri e locomotive, treni in corsa e accelerati, treni regionali con più carrozze e in viaggio nei giorni nei mesi negli anni.
Salgono alle nostre stazioni persone che faranno con noi un tratto del viaggio più o meno lungo, poi scendono e anche noi a nostra volta saliamo o scendiamo da altri treni.
Ogni volta che una persona conosciuta e frequentata scende dal mio treno mi auguro che abbia un bel ricordo del viaggio fatto insieme così come io nel mio peregrinare sui treni altrui porto con me la piacevolezza dei bei momenti
Ippolita Luzzo
16 febbraio 2026
Il nostro posto nel mondo.
Più sparisce il nostro posto nel mondo più Galimberti e simili, compresa me nel mio scrivere, ci ricordano che il nostro posto nel mondo è quello che gli altri ci danno, è quello che noi diamo agli altri.
Il nostro posto nel mondo è l’illusione di essere riconosciuti se vai al teatro e ti puoi salutare con qualcuno, se esci felice di incontrare le amiche, se ricevi una telefonata o la fai contenta di riceverla o di farla.
Il nostro posto nel mondo sono i fiori che ieri sera ho ricevuto dopo aver incautamente scattato una foto convinta che non ci fosse il flash e di ciò io per prima ne fui dispiaciuta ma rimane l’errore non voluto e presto riparato dal rosso dei garofani serviti al protagonista del monologo per il cordoglio funebre di un amore che muore.
Il suo posto nel mondo spariva.
Il nostro posto nel mondo è fatto di pochissimo, anche del post di Massimo Scotti Bibesco sui clichés al cinema stamattina come se lo stesse raccontando solo a me. Il nostro posto nel mondo stamattina rimane questo spazio bianco di Facebook, uno spazio illusorio e però incredibilmente più vero degli “altri”
Ippolita Luzzo

