lunedì 16 febbraio 2026

Le mille bolle blu al Tip


 “Nel più bel sogno ci sei solamente tu” 
"Canzone", è il brano scritto e poi cantato da Don Backy, composto insieme a Detto Mariano, presentato al Festival di Sanremo 1968 con Milva ed Adriano Celentano sancì la rottura fra lui e Adriano Celentano. Scelta come colonna sonora dello spettacolo Le mille bolle blu, insieme alla canzone di Mina del 1961, e a More than a woman dei Bee Gees, tracciano una melodia lungo trent’anni di un rapporto amoroso terminato con la morte di uno dei due, Emanuele, avvocato, e con “il lamento funebre” il cordoglio di Nandino, barbiere, rimasto ora a testimoniare un amore di cui solo lui sa. 


Oltre il pregiudizio, una storia raccontata sui palcoscenici dei teatri italiani da ben diciotto anni, nata dalla lettura del libro di Salvatore Rizzo, un libro tramite, un libro testimone, ed è lo stesso autore del libro, Salvatore Rizzo, che scriverà poi il testo per Filippo Luna attore e regista dello spettacolo. 

Diciotto anni di repliche in tutta Italia e il premio Nazionale dell’Associazione Critici Italiani per l’interpretazione hanno attraversato con l’attore e regista un’Italia che cambia almeno dal punto di vista legale e dei diritti se non ancora nella libertà delle persone di poter liberamente vivere i propri sentimenti. 

Una fotografia campeggia per tutto lo spettacolo e siamo portati a pensare siano i due protagonisti, sono due giovani che si sono conosciuti quando uno aveva 21 anni e l’altro di 18, si sono conosciuti nella barberia di Nandino, il più piccolo dei due, e da lì per trent’anni hanno continuato ad amarsi malgrado poi la scelta di avere una vita parallela, moglie e figli. Ma alla fine dello spettacolo scopriamo che quei due giovani da noi creduti i personaggi sono in realtà il papà dell’attore con un suo amico e nulla hanno a che fare con il soggetto dello spettacolo.

 Resta la fascinazione dei due, della gioventù, di un amore creduto e protratto per una vita, resta il profumo e restano i pezzi dei vetri della bottiglietta scagliata a terra, restano in noi le immagini di una quotidianità di un amore in una casa finalmente poco riscaldata ma con un letto, le lenzuola, e resta la musica che con Don Backy canta ancora a tutti noi l’eternità di un amore.

Ippolita Luzzo 


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