lunedì 18 maggio 2026

Antonia Santopietro Il tempo frattale


 Antonia Santopietro scrive di questa sua raccolta di versi: "
Ci sono libri che hanno bisogno di un lungo tempo di ascolto.

𝙄𝙡 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙛𝙧𝙖𝙩𝙩𝙖𝙡𝙚 per me è questo.

È la mia seconda raccolta, dopo "Sintesi dalle radici" ed è nata proprio come evoluzione delle riflessioni su rinascita, corpo e memoria, animalità e umanità.

Qui vi propongo una visione non lineare del Tempo, di cui spesso facciamo esperienza: per frammenti, ritorni, minime sequenze.

Nei versi iniziali c’è molto del senso del libro: l’idea di un’origine che non è mai del tutto alle nostre spalle, ma a cui torniamo continuamente; il desiderio di abitare il mondo con maggiore ascolto, riconoscendoci parte di una trama più ampia di relazioni tra umano, vivente, materia, memoria."

Nella prefazione di Carmen Concilio, professoressa ordinaria di letteratura inglese e postcoloniale presso UniTo troviamo: ”L’afflato ecologista è sempre presente nelle opere di Antonia Santopietro; era presente nella sua prima raccolta poetica e caratterizza il suo impegno editoriale nella cura e promozione di un portale Zest Letteratura Sostenibile3 e di una rivista Tellūs Quaderni di Letteratura, Ecologia, Paesaggio4. Non stupisce allora questa intensità di parola poetica, talvolta vegetale, talvolta animale, talvolta acquatica, e la sua “Grammatica sterile” il cui ritornello ripete “il mare non può contenere”. 

E noi ci domandiamo: Che cosa?

Rifiuti, inceneritori, il surriscaldamento globale. Il mare non può contenere.”

Coscienza ecologista e insieme impegno individuale, senso del tempo e della sua finitezza, dilagamento dello spazio come luogo di relazione, difficile ma possibile, leggendo mi ero trascritta molte poesie ed ora lascio qualche verso per sentirne il senso, e lasciare la voglia di andare ad aprire le pagine del libro. Vi regalo questi versi ma potrete trovare un dialogo continuo e rimandi a ciò che pensiamo a ciò che siamo.

"Ciò che è personale non è un luogo, ma uno spazio dell’altro:

un argine, una crepa,

la voce di un sisma.

Non è oscuro

se restano solo tu e noi.

Ogni virgola è un locus, oppure una pausa

dove la parola si arresta.

E l’animale, senza dire, è detto. Nel collettivo milieu

dove loro è tu,

ovvero tutti.

Si diventa niente, o poca storia.” 

"Osservo: la vita si fa concreta,

anche nel banale.

Annotazione finale:

«Oggi ho guardato il tempo e ho visto me stessa».” 

Le poesie di Antonia ci danno “Pieno. Vuoto. Geometria conclusa. Respiro.” 

e continuiamo a leggere

”Foto mia, foto tua.

È questo un vero equilibrio.

Per non debordare.

Stare sempre sul pezzo.

Scrivere e fare.

E così affogare nei fogli per sempre.” Da Antonia Santopietro

Il Tempo frattale  Icone Collana di scritti poetici.    

Les Flâneurs Edizioni

Ippolita Luzzo 



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