domenica 26 aprile 2026

26 aprile 2020 La boccia di vetro


 Una volta si tenevano come soprammobili delle bocce di vetro con dentro dei paesaggi di città e in alto il cielo.

 Se passando qualcuno prendeva in mano la boccia e la scuoteva si spargeva all’interno un pulviscolo nevoso che si depositava di lì a poco sulla base.

 Una tempesta di neve in un bicchiere d’acqua anzi in una boccia.

 Stamattina mi sveglio così con l’idea che stiamo tutti in quella boccia e veniamo saltuariamente forse troppo agitati per darci l’impressione che ci stia succedendo qualcosa

Da un mio post di Facebook di dieci anni fa 

Ippolita Luzzo

domenica 19 aprile 2026

Annarita e La scatola delle lacrime di Han Kang


Una costellazione di lacrime: dall’infinito piccolo all’infinito grande. Da una goccia di lacrima poggiata su un vetrino da una ricercatrice appassionata dello studio si dilata il tempo in una conversazione alata, volteggiando nel cielo delle lacrime con in mano il libro di Han Kang La scatola delle lacrime

Sarà il libro il tramite che consentirà di abbattere gli anni che dividono me da AnnaRita, che mi permetterà una domanda e poi la sintonia rara oramai fra generazioni diverse. 


Alla fine leggerò la fiaba ma la fiaba vera noi l’avevamo già vissuta guardando i vetrini sul suo cellulare, guardando il monitor collegato al microscopio, seguendo lacrime e tessuto epiteliale, seguendo le cellule e i suoi messaggeri. Così imparo che fra le cellule esiste un servizio postale che scambia informazioni e le informazioni possono essere buone o cattive e ahimè quando sono cattive generano malattie. Fra queste la malattia che è oggetto dello studio di AnnaRita il morbo di Parkinson. Una malattia che irrigidisce i comandi nervosi oppure rende tremanti le articolazioni. 


Stiamo parlando da un po’ non so il tempo non è che una convenzione e ci ritroviamo a parlare del passato, del presente e del futuro, della compresenza dei tre momenti essenziali alla nostra vita godendo della possibilità di capirsi mentre lei sorseggia un calice di vino rosso e sgranocchia tarallucci salati. Siamo al Tip e intanto arriva Salvatore da poco incaricato dalla Regione Calabria come visionario della cultura, ma già da un anno o più nel Regno della Litweb nel regno che anticipa ogni volta ciò che sarà, ciò che è stato, ciò che è. 
La promessa di una conversazione a tre fa da saluto al commiato luminoso come il gran cielo di stelle nelle costellazioni di lacrime di felicità. 

Intanto leggo e tutto mi parla di stelle e di lacrime oramai. Le stelle cadono, nei versi di Pascoli, come lacrime nel buio, è un cielo inquieto, attraversato da paure, domande, presagi: un cielo in cui il caos sembra parlare all'uomo. Il rapper Rancore, autore del brano X Agosto 2048 con il poeta Giuseppe Grattacaso, l'astrofisica Claudia Mignone mettono in questi giorni in dialogo poesia, scienza e musica con lacrime e stelle  e io direi ora medicina per guardare il cielo

Nel cielo di Annarita Scardamaglia stiamo 

Ippolita Luzzo 

giovedì 16 aprile 2026

16 aprile 2025 al parco Impastato

 


Oggi 16 aprile 2026 ricordo tutto di quella passeggiata al parco di un anno fa perché l'ho scritta, così come di ogni 16 aprile di cui ho annotato qualcosa: la mia mamma che legge il mio pezzo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo il 16 aprile del 2021 

16 aprile 2025 Ieri pomeriggio c’era al parco Impastato una orchestra diretta dal vento. Un direttore capriccioso quasi faceva divellere dal suolo i fissanti per la copertura dei gazebo e trasportava il frastuono di qua e di là finché non si accorse che nessuno gli badava e allora si mise all’ascolto carpendo le chiacchiere nostre e i giochi dei bimbi sulle altalene            

16 aprile 2024 In pochi giorni l’albero, il tiglio sotto casa, si è vestito di foglie. Il tempo di fogliare e lo stesso albero ora sta.     

16 aprile 2022 La bellezza salverà un piffero. La bellezza è dannazione. Così mi dice oggi Carlo, carabiniere a Palermo, addetto alla accoglienza migranti. Nei giorni scorsi sono arrivati in mille.

 Mi racconta tante cose poi si sofferma su alcune donne molto belle arrivate e che vorrebbe salvare dal loro destino. Diventare prostitute, costrette con la violenza e poi malmenate dai lenoni.

 Me lo dice rammaricato e impotente, aggiungendo che in questi casi la bellezza è un danno. 

Ai cretini che dicono quella frase famosa sulla bellezza che salva il mondo dedico questa riflessione  

16 aprile 2021 Mia madre legge con commento suo l’incipit di un mio pezzo dal titolo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo.

Ippolita Luzzo 

martedì 14 aprile 2026

Nulla è virtuale e tutto è reale

 


da Amedeo de Benedictis ad Agostino Tulumello tutta la realtà che mi arriva dal cosiddetto virtuale. 

Vedo un quadro in una galleria d'arte, mi piace moltissimo, non posso più comprare nulla, ho perso tutti le mie possibilità, però la mia ammirazione riesco a scriverla.

 L'autore legge il pezzo sul mio blog e decide di farmi omaggio proprio di quel quadro.

 


Mi succede così o quasi con Agostino Tulumello, del quale mi è appena arrivato un suo lavoro. 

Niente è virtuale e tutto è reale. 

Cambia il luogo dove ci incontriamo. Certo che sono incontri effimeri, perché nella realtà come sono? Scendi e sali su un treno, vai alla posta, hai un collega di corso  e non lo vedi più, un vicino di corsia, di banco e poi chi lo vede più? Anche in famiglia ci vuole pochissimo e tutto virtuale diventa.

 Invece i quadri rimangono.

 Nulla è virtuale e tutto è reale.

Ippolita Luzzo