Dal 28 settembre 2016: Scrivevo su Facebook “Esaurita l'animosità e la ribellione il pensiero rimane sempre fermo su: Cultura scrittura futura moritura est. Nel mio povero paese di periferia leggere quel che si fa in nome e per conto di cultura è già un morire. Cultura fa rima con sepoltura. E sarebbe d'uopo far condoglianze se non fosse pericoloso mostrarsi felici” Ippolita Luzzo
Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo
lunedì 28 settembre 2026
lunedì 21 settembre 2026
Alessia Principe nel 2022 intervista Ippolita Luzzo
Sono trascorsi dieci anni dalla firma del primo pezzo apparso su un blog diventato di culto. Parliamo di Ippolita Luzzo, blogger, critica letteraria e creatrice lametina del “Regno della Litweb” che a Cosenza ha presentato il suo libro “Il primo pezzo non si scorda mai”.
10 novembre 2022
Nel regno di Ippolita Luzzo, dieci anni fa creò il blog “Litweb”: il suo canto (letterario) libero
La appassionata critica, originaria di Lamezia, ha presentato a Cosenza il suo libro “Il primo pezzo non si scorda mai” (Città del Sole) che ripercorre i primi passi di un blog diventato di culto
Svelta, leggerissima nel passo anche sui terreni sdrucciolevoli dei temi considerati “intoccabili”. Chiedete a Ippolita Luzzo, critica letteraria senza polvere sulle spalle, cos’è la letteratura calabrese, vi restituirà un sorriso. «Non c’è, così come la letteratura femminile, non esiste». Eretica al punto giusto, indomita Joan de Wad, sovrana degli spiritelli dei boschi antichi nel Devon, ti travolge in un temporale estivo di calura e tempesta, scaldandoti al fuoco fatuo di un notturno in brughiera. Coltissima e affilata, non le manda a dire, non si incatena negli stereotipi, il suo è il canto libero di una sirena senza malizia. «La letteratura non può avere recinti di genere o geografici, è letteratura, punto. Esiste solo la scrittura e narratori che hanno la capacità di farsi strada ovunque grazie alle proprie idee».
A Cosenza Ippolita ha presentato il suo libro “Il primo pezzo non si scorda mai” (Città del Sole, pagg 96, euro 12) insieme alla giornalista Rosalba Baldino e al libraio Pino Sassano (Mondadori Cosenza), che ripercorre, titolo per titolo, il primo anno del “Regno della Litweb”, una contea virtuale che affaccia su promontori d’arte. Pittura, poesia, narrativa, impressionismi affettivi, disegnano lo skyline di uno spazio abitato da persone reali e non da fantasmi di avatar che passano e vanno via.
Il peso specifico delle parole
“Esiste l’amore, ne sono certa, esiste e continua a creare, a conoscere, a comunicare che la vita è amore, che mangiare un gelato allo yogurt bianco sulle strade di un paese sconosciuto può essere il più bel momento amorevole della nostra estate”, scrive sul blog. A Cosenza parla del suo amore per il giornalismo d’antan, quello delle lotte e dell’Europeo, degli editoriali che facevano opinione e tremare i polsi. In quei tempi la recensione era attesa e temuta, a scrivere di cultura era Claudia "Acidy" Cassidy, Oltreoceano, o la cianurica penna di Elsa Maxwell. In Italia, invece, Camilla Cederna allentava le trame del potere alzando un sopracciglio. Sembrano trascorsi duecento anni. Allora non c’era il chiasso multiforme delle espressioni sconnesse e ultrapop che i social riempiono con sacchi di "like", ma le parole erano mattoni e contavano perché avevano un’anima in ferro e non in bit.
C'era una volta la Nutella
Tutto è cominciato con un pezzo sulla Nutella, datato 2012. Le confessioni di uno scrittore che cercava conforto. Da lì una cavalcata infinita. Ippolita Luzzo nel 2013 vince il premio Parole Erranti il 5 agosto 2013 a Cropani, nell’ambito dei Poeti a duello, nel 2016 il concorso “Blog e Circoli letterari” indetto da Radio Libri a Roma. Dal 2017 fa parte della giuria del Premio Brancati e nel 2018 si aggiudica il Premio Comisso #15righe, dedicato alle migliori recensioni dei libri finalisti. Il suo blog viene nominato dal sito Correzione di Bozze fra le riviste letterarie più autorevoli. La Classifica di Qualità della rivista L’Indiscreto ha anche la sua impronta come giurata. Ippolita è ricercatissima nella sfera della narrativa, nel 2021 è presidente di giuria del concorso Sperimentare il Sud e nel 2022 è in giuria nel Premio Malerba. I giovani autori vedono in lei un porto in cui respirare, rifornirsi di idee e spunti, prima di riprendere il mare in perfetta solitudine, così come deve essere.
Alessia Principe
sabato 19 settembre 2026
Siamo cose sostituibili
19 settembre 2023
Siamo cose sostituibili.
Anche per le persone a cui vogliamo bene e che ci vogliono bene.
La mia cara amica mi chiama per andare al cinema.
Restiamo d’accordo per domenica nel primo pomeriggio ma domenica lei non si fa sentire.
La chiamo e lei mi informa che si è messa d’accordo con un’altra ad un orario diverso.
Lei nemmeno mi avrebbe chiamato per comunicarmi il cambiamento, penso io.
La incontro ieri e domando come fu Assassinio a Venezia e lei mi dice che fu horror.
Siamo cose sostituibili e questo è l’horror
Ippolita Luzzo
martedì 15 settembre 2026
Il futuro
Raccogliendo dai miei post su Facebook
Non avrei mai pensato che il futuro sarebbe stato così brutto e inospitale.
Stazioni ferroviarie senza più sale d’aspetto,
edilizia urbana orribile,
migranti costretti a migrare, ad annegare nel mar Mediterraneo,
uragani e valanghe,
guerre e tensioni,
ed al governo italiano da troppo tempo ormai il nulla più assoluto del governare.
Quale futuro?
Nessun futuro.
Per questo eliminarono la sanità.
Da un post di tanti anni fa
Ippolita Luzzo
venerdì 11 settembre 2026
I riti
11 settembre 2018
I riti creano comunità.
I riti collegano gli individui in una consorteria umana.
Sulla piattaforma del sacro e non delle cose.
Non si potrà mai fare a meno dei riti benché di questi tempi si tenti di scollegare gli individui gli uni dagli altri con una violenza continuata. Bisognerà però chiedersi cosa sia un rito e cosa non lo sia per provare a difendere ciò che ancora connota le comunità
Ippolita Luzzo
giovedì 10 settembre 2026
Canzone per Francesco Guccini
Muore Guccini e mi ritrovo a cantare per tutto il giorno una sua canzone. Ognuno di noi ha una sua canzone in testa e io mi ritrovo con questo canto: La canzone "Canzone per un'amica" (il cui titolo originale è In morte di S.F.) di Francesco Guccini è stata scritta per Silvana Fontana, un'amica del cantautore morta in un tragico incidente stradale nel 1966.
Lunga e diritta correva la strada l’auto veloce correva, canto tutto il giorno questa canzone scritta da lui alla notizia della morte di una sua cara amica e io cantandola la dedicavo e la dedico a Paola Scialis, da molti artisti di teatro di Lamezia amata, apprezzata e conosciuta. Da uno stralcio nel giorno dell'incidente sembra di leggere i versi del canto di Francesco Guccini.
“L'attrice e performer di Amantea morta in un tragico incidente stradale è Paola Scialis, deceduta all'età di 42 anni il 27 maggio 2018 su un viadotto della Statale 18 ad Amantea, in uno scontro frontale tra un'auto e una moto in cui perse la vita anche il motociclista Luca Bennardo. “ Un impatto violento tra una moto e l'auto su cui Paola viaggiava come passeggera. Paola Era un'artista creativa, performer fuori dagli schemi e co-ideatrice del progetto culturale ed ex convento di Belmonte Calabro insieme al compagno Stefano Cuzzocrea."
Di Guccini io ho questo ricordo intimo e straziante, un Guccini intimo che si chiede se abbia un senso tutto questo così come poi cantiamo insieme Il vecchio e il bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera.
E il vecchio diceva, guardando lontano
"Immagina questo coperto di grano
Immagina i frutti e immagina i fiori
E pensa alle voci e pensa ai colori
E in questa pianura, fin dove si perde
Crescevano gli alberi e tutto era verde
Cadeva la pioggia, segnavano i soli
Il ritmo dell'uomo e delle stagioni"
Un grande canto di amore verso la terra, la natura, verso le stagioni.
Segnava il tempo e il senso del vivere ed è ciò che ci chiede e che ci ha chiesto nelle sue canzone per anni Francesco Guccini nato nel 1940 e già con questa canzone del 1972 ci chiedeva di dare un senso al nostro stare sulla terra rispettando la natura.
Nella ricerca di un senso individuale e nella ricerca di un senso universale credo stiano le canzoni che oltrepassano il tempo, itempi, e appartengono a tutte le generazioni.
Ippolita Luzzo
mercoledì 9 settembre 2026
Gli zii
Dal 9 settembre 2015
I due fratelli del mio papà erano diversissimi.
Uno ironico e al limite fra essere e non essere, come se non ci fosse, l'altro composto e preciso, affidabile e tecnico.
Morto è il primo da molti anni.
Nel suo non esserci si divertiva a scherzare e un anno, per celia, organizzò una finta investitura a sindaco di Falerna Marina, carica inesistente. Insieme ai suoi amici si mise la fascia di sindaco e fecero festa per il villaggio.
Quando lo venne a sapere l'altro zio, quello che la politica doveva vederla davvero, si arrabbiò con suo fratello, che, a suo dire, si prestava a giochi stupidi.
Da allora è passato tanto tempo e scherzosamente come mio zio Carlo anche io invento giunte comunali inesistenti e sindaci che vorrei e poi guardo la politica vera, anche questa ormai con tante figurine che non contano niente.
Meglio zio Carlo quando era sindaco di Falerna marina per semplice divertimento.
Ippolita Luzzo