15 febbraio 2024 Si vive nella costrizione. Alcuni più fortunati vivono una costrizione leggerissima e quasi non si accorgono che esiste. Molti altri vivono nella costrizione di un corpo in difficoltà, di un luogo impervio, di una condizione economica perigliosa. Ma quel che è peggio nella costrizione sono i rapporti familiari e anche amicali. Costrizioni ereditate e costrizioni create
Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo
domenica 15 febbraio 2026
Appunti
15 febbraio 2015 Mentre parlo con te io vorrei vedermi. Vorrei vedere mie espressioni. Sempre fuori le righe di un composto muover, mi spaventerei. Penso. Così ricompongo viso e riassetto muscoli, stirando verso il basso l'esagitazione sorpresa. Nello
Spazio mi riapproprio di mia immagine, volata per un istante nella testa tua.
giovedì 12 febbraio 2026
La mosca di Cronenberg
La mosca di Cronenberg 6 giugno 2012
Un film delizioso- Uno scienziato effettuando il teletrasporto non si accorge della mosca in cabina e la incorpora.
Il suo organismo geneticamente si modifica passo passo
Un film romantico- Tutto si trasforma nel grottesco, nel pulp, e lui diventa un mostro
La mosca che cammina sulla mano se voglio fra un minuto non c’è più… cantava Renato Pareti
Negli anni settanta, un cantautore eccezionale, sono innamorata di lui, ma come glielo dico che ho cantato per anni questa canzone! Cantato… scantato…
La mosca di Tobia- Vai, cara- disse Tobia alla mosca- Il mondo è tanto grande
Continuavo così, quell’anno, sul bus pieno di mosche che ci portava a Rimini per un convegno sul romanzo del novecento.
Le mie compagne di viaggio ridevano e continuarono a ridere quando io presi a dire che avevo una mosca nell’occhio.
Un moscerino, via.
Tentammo di scacciarlo, ma niente.
Pensai che la notte lo avrebbe mandato via, ma all’alba il moscerino era ancora lì, è ancora qui, nell’occhio.
Impaurita mi precipitai al pronto soccorso di Rimini, e lì una brava dottoressa, oculista, mi disse:- Lei signora, ha una bella mosca nell’occhio!-
-Oddio, è grave? Andrà via?-
-Non andrà più via- proseguì lei implacabile- è un collasso vitreo dovuto ad uno stress-
- Ma, veramente ero in viaggio e parlavo di mosche, sa, mosche letterarie, avrò avuto la sindrome di Stendhal?-
Ma già la dottoressa non mi seguiva più, piegata su un foglio scriveva il referto.
Dopo un anno andai da un professore universitario in oculistica e lui mi fece:- Cara signora si preoccupi solo se, nel suo occhio, vedrà uno sciame di mosche, finché è una mosca sola la lasci volare!-
E così convivo ormai da un anno con un moscerino in un occhio e da qualche giorno leggo un moscerino sulla carta stampata… e commento un Moscone… siamo già allo sciame. Mi preoccupo?
Ippolita Luzzo
mercoledì 11 febbraio 2026
San Valentino
San Valentino di vent’anni fa io facevo colonscopia.
Ostruzione intestinale.
Intervento ai primi di marzo in struttura pubblica, in ospedale a Lamezia Terme.
Evviva la sanità pubblica.
Avrei potuto non esserci e finire ingloriosamente la mia vita.
Senza gioia e senza una sola felicità.
Invece mi sono stati regalati vent’anni di nuova vita, di vita nova, di scrittura, di parole, di interviste, vent’anni in cui ho incontrato persone che mi stimano e che stimo.
Vent’anni immensi, una immensità in cui il guardo ammira #sanvalentino ad ognuno il suo
Ippolita Luzzo
Ph Angela Dattilo presso la libreria Ubik di Catanzaro Lido con Daniel Cundari dieci anni fa circa
sabato 20 dicembre 2025
Opera buffa al Teatro Grandinetti
Opera Buffa!
Il Flauto Magico e cento altre bagatelle ...
con Elio voce recitante e canto
Scilla Cristiano soprano
Gabrielle Bellu violino
Luigi Puxeddu violoncello
Andrea Dindo pianoforte A teatro a teatro con già atmosfera natalizia nell’aria e con prossimo appuntamento La notte dei Gospel il 28 dicembre per la stagione teatrale Ama Calabria. Nel teatro gli auguri di buon Natale si siedono anch’essi fra un pubblico affezionato che occupa con eleganza il suo posto. Siamo tutti ben attenti e seguiamo l’Opera buffa in due tempi. Il primo tempo Elio ha letto accompagnato dai musicisti e il testo pur gradevole ci è sembrato poco coinvolgente, qualcuno mi ha riferito che avrebbe preferito veder scorrere qualche immagine. Certo Elio ci ha invitati a completare il verso della terza sorella e di questo siamo stati contenti così come molto è piaciuta la bambola meccanica sempre interpretata con ironia dalla soprano che aveva anche accettato di fare la “valletta” nella serata. Forse avremmo preferito che anche Elio avesse fatto il valletto almeno una sola volta nel passaggio del leggio, anche per smorzare quello che sembra un classico e non lo è. Applausi alla fine e ai Gospel per gli auguri del nuovo anno. “Opera buffa per soprano e baritono con pezzi da Il Flauto Magico e Don Giovanni di Mozart, Il Barbiere di Siviglia di Rossini, fino ai Racconti di Hoffmann di Offenbach.
Elio, nella prima parte dello spettacolo opera una rielaborazione-rilettura del libro Il Flauto Magico di Vivian Lamarque intrecciata a parti del libretto d'opera originale, dando voce ai differenti personaggi e interpretando anche vocalmente la celebre aria e i duetti del buffo uccellatore Papageno.
Deliziose le esecuzioni del trio strumentale con Elio e del soprano Scilla Cristiano, interprete dei tre principali ruoli femminili.
La seconda parte vede i due protagonisti canori alternarsi in un recital lirico incentrato sull'esecuzione di alcune delle più note arie del repertorio per soprano e baritono: dall'aria del catalogo dongiovannesco Madamina il catalogo è questo del fido Leporello a Batti batti bel Masetto della giovane contadinella Zerlina, passando poi alle due celeberrime Cavatine di Figaro e Rosina de Il Barbiere di Siviglia, e alle due brillanti Chanson du bébé di Rossini e Les oiseaux dans la charmille, nota come aria della bambola, da / racconti di Hoffman di Offenbach.”
Ippolita Luzzo
domenica 7 dicembre 2025
Domenico Conoscenti Manomissione
“…Tutte le reti private e pubbliche, nei televisori accesi in ogni italica dimora, per le strade già fornite di schermi o altoparlanti, nelle sale d’attesa di stazioni e aeroporti proclamano e ribadiscono di giorno e di notte le stesse verità, oscurandone quindi altre… Non c’è altra realtà che non sia catodica e massmediatica. Ho conosciuto da ragazzino il senso struggente di esclusione e la conseguente invidia per quelli che erano “dentro” dalla nascita, così, senza nessun merito, senza alcuno sforzo… la stessa struggente invidia riaffiora adesso per quanti vivono in sintonia con questa età dell’oro, ipocriti guardoni, miei simili, a me avversi.”
Ho trascritto un passo del libro Manomissione di Domenico Conoscenti affinché si senta tutto il senso della claustrofobica realtà in cui ci troviamo in una città immaginaria dove il professore Leonardo Lascari trova nel suo letto il cadavere sgozzato del poliziotto Pomara da qualche tempo sospeso dalla Polizia per aver massacrato di botte i partecipanti a un raduno gay.
Il libro diventa ben presto da poliziesco storico e politico e intreccia situazioni di emergenza e pericolo individuale con una vicina aderenza ai nostri giorni.
L’umorismo dell’autore attenua a volte l’irritazione, la penna vola leggera anche su particolari scabrosi e ci troviamo a sorridere quando dovremmo quasi impaurirci.
Credo sia un merito di Domenico Conoscenti farci riflettere e nello stesso tempo divertirci con una narrazione sorretta da un ritmo amato e cantato quasi fossimo ancora a cantare tutte le canzoni citate da Vecchia piccola borghesia a Una storia sbagliata. Non poteva certo mancare La canzone del maggio nella prima versione italiana, non potevano mancare i Manu Chao e Napoli Centrale.
C’è molto altro, il linguaggio, i termini aderenti al soggetto scelto, il rapporto padre figlio e professore alunno, il diverso ma uguale nel vivere rapporti amorosi sempre indecifrabili. C’è su tutto la dittatura che incombe come un plumbeo cielo nero sulle teste di ogni individuo ed è questa la Manomissione.
Manomissione di Domenico Conoscenti pubblicato da Il ramo e la foglia sta nel Regno della Litweb
Ippolita Luzzo
giovedì 4 dicembre 2025
Discorso del Regno
Da alcuni anni non faccio il discorso di fine anno e ora invece improvvisamente mi viene da dirvi una frase che riporto dalla mia infanzia: Si tutti l’agialli canuscessiru u granu, granu un di ristera. Significa che se tutti gli uccelli conoscessero il grano, grano non ne resterebbe. Questo per dire che la conoscenza è patrimonio di pochi, pochissimi. Tutti gli altri si fanno infinocchiare da nutrizionisti improbabili, da influencer e supposte scrittrici che vi fanno il firma copie in fila per sei col resto di due, vendendo non il contenuto ma il contenitore in un delirio collettivo di ipnosi.
Ne sono sconcertata e credo che nessun discorso possa più far rinsavire la plebe festante di essere plebe. Credo siano rimasti pochissimi gli uccelli a conoscere il grano, pochissimi.
E nel continuare mi sono accorta che già nel dicembre del 2022 non ho scritto il discorso del regno che ogni anno da dieci anni inviavo agli abitanti del Regno della Litweb.
In concomitanza con il discorso della regina Elisabetta, che ci manca moltissimo, il discorso del Regno della Litweb ha di volta in volta spronato il popolo alla resistenza, alla luminosità, alla dignità. Valori ormai desueti e scomparsi. Discorsi che furono ormai.
A proposito di proverbi e di modi di dire c'è quello per cui se tu fai un castello nessuno se ne accorge, se invece un altro fa una scoreggia tutti ad applaudire quel suono e quel profumo sopraffino. Devo trovare quel proverbio in dialetto calabro.
Intanto nella felicità del Regno, luogo inesistente, citiamo un altro Regno inesistente dall'Ecclesiaste:
Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Buon anno dalla Litweb
Ippolita Luzzo

