sabato 2 maggio 2026

Dal maggio 2016

 Dal maggio 2016 un buon maggio 2020. Allora nel 2016 scrivevo: A trenta anni dal web e a quattro anni dal blog Il Regno della Litweb,

Internet compie trenta anni. Ha trasformato in maniera epocale abitudini, corrispondenze, conoscenze e letteratura. Ha facilitato contatti e permesso la creazione di un villaggio globale in continue connessioni.

Vedremo il sorgere del mondo nuovo noi che stiamo vivendo il finire di ciò che credevamo utile e necessario fino a trenta anni fa? Questo non so. Ho però chiaro che bisognerà adattare gli studi fatti e usarli come zattera anche nel mare di internet, che sembra titolata a dare tutto il conoscibile e può regalarci bufale assolute.

Internet, la rete delle opportunità e degli inganni.

Sto sui tasti da pochi anni, da sei o sette anni, ho fatto mail e guardato il mondo da uno schermo, e da quello schermo, dal web, continuo a guardare il mondo come va.

Gli studi classici e di filosofia mi hanno dato quella autonomia di pensiero per cui è difficile che mi lasci cooptare da ciò che non mi interessa e sono sempre rimasta con l'occhio attento su letture e letture. 

Sul web nasceva un nuovo modo di scrivere. Una interazione fra lo scritto e il lettore, un teatro vivente di battute e rimpianti, di liti e riappacificazioni.

Nasceva tutto ciò sui siti letterari, sui social, Facebook e Twitter, Google + e altre piattaforme varie.

Una vita squadernata su una finestra bianca.

La stampa ha la sua finestra online, i libri passano online, le merci, la musica, l'arte, il cinema, la politica, la guerra. 

Alcuni movimenti politici diventano forze parlamentari grazie alla rete. 

A me è stato regalato un regno.

Dal giugno del 2012 scrivo su Litweb pezzi corti, il mio sguardo dal web sul web ed, incredibile ma vero, il web risponde. 

Meglio che ad Emily Dickinson

Mi sono così letta libri su libri, ho visto film e dipinti, sempre con quella autonomia di pensiero che è frutto di una formazione classica alla quale non si può rinunciare se si vorrà essere liberi di avere un metodo e dei criteri su quali basare un giudizio.

Un giudizio libero da compiacente rassegnazione all'andazzo dei tempi. Tempi di spietati e lecchini, tempi di conformismo storico ed individuale, che una scarsa preparazione in moltissimi, rende tutti dubbiosi e pronti a scartare chi è bravo davvero ed omaggiare chi possa poi esser utile.

Disdegnando un mondo siffatto faccio i miei auguri alla maturità di Internet, trenta anni vuol dire età adulta, augurando che dallo schermo  nuovi regni liberi si costituiscano. Con la  parola libertà che vuol dire relazione individuale. DOMENICA 1 MAGGIO 2016

Libero scrivere in libero regno

Rispondo così ad amico che mi sollecita un pensiero sui tanti e tanti che pubblicano e pubblicano in una bella frenesia chiamata libro. Anche io farei uguale  se sapessi scrivere ma non so scrivere.

Ho strappato tutto quello che ho scritto fino al 2009, tutto.

Fogli, diario, lettere ricevute e qualsiasi cartaceo mi riguardasse.

Ho regalato tutti i libri posseduti al Sistema Bibliotecario di Lamezia, alle scuole, alle colleghe, senza nemmeno chiedere una targhetta.

Ho riscritto da allora su blog, siti letterari, in mail, su Tiscali, su portali, scrivendo scrivendo.

"Ma non so scrivere. Lo vedi anche tu" dico al mio amico. 

Scrivo come parlo, come penso, senza disciplina, senza una grammatica.

Riconosco i limiti e già mi sembra di essere molto avanti.

Lo affermo senza nessuna umiltà. Seriamente.

Penso che oggi il libro faccia status, più di un tempo, anche se a scorrer le doglianze, Leopardi si lagnava che al suo tempo fosse uguale. 

Tutti sono presi da questo bel desiderio di vedere il nome proprio stampato su una bella copertina, sentirsi autori o autrici, trovare il critico o il docente compiacente che li faccia  sentire Tasso e far  inchiostrare pagine e pagine di stampa locale inneggiante l'opera. Mi sembra di essere a teatro. magari un teatro dilettante, di amatori che fanno le prove a reggere il confronto con il mondo delle lettere, a volte a loro  sconosciuto.  

 Sono però fautrice del libero scrivere in libero regno, basti che ognuno non si senta Dante. Comunque anche se si sentisse Dante ne sarei felice lo stesso. 

 Su me penso di essere una che usa la lettura per vivere e la scrittura come relazione. Mi sembra di essere riuscita a far l'uno e l'altro, mi occupo il tempo leggendo e faccio della scrittura un mio divertimento.

Che abbia chi mi legga mi sorprende e mi rallegra tanto quanto io sia contenta nel legger tutti coloro che scrivono davvero. http://trollipp.blogspot.com/2016/05/?m=1

venerdì 1 maggio 2026

Primo Maggio


Primo Maggio 2025  #primomaggio alla Casa di riposo #tamburelli col #concertone a Piazza San Giovanni sullo schermo gigante della sala riunione. 

Li lascio con Le bambole di pezza, un gruppo di ragazze sul palco, li lascio e vado a prendere un caffè con la panna al Bar Roma. Da quanto tempo non prendo un caffè con la panna? Anni e anni, anni in cui il primo maggio non è più il primo maggio e l’infinita vacuità del tutto ci intristisce nella melassa dei fatti storici che ci lambiscono, nel falso fatto vero, nel falso spacciato per giusto, nei diritti calpestati e ridicolizzati, nei doveri amplificati. Senza speranza. Una panna ora che attutisca lo sconforto.

 


Primo Maggio 2023 Primo Maggio come Venerdì Santo stamattina. Piovigginoso e grigio il cielo su Lamezia, e dal balcone l’albero ormai verde in foglie mi rassicura un po’ poco poco però. 

Primo Maggio 2021Una volta un mio amico cercava lavoro e venne mandato a Calabria Etica.

 Andò in questo luogo incantato dove stavano donne in tacchi a spillo e gonne strette, pavimenti in marmo e ogni sfarfallio di lusso. Di cosa si occupasse Calabria Etica lui non ebbe modo di capire ma capì subito che unica cosa importante era quanti voti lui avrebbe assicurato nelle tornate elettorali. 


Il mio amico andò via deluso e ora sta in Portogallo. 

W il lavoro, che etico dovrebbe essere e non è. 

Poi sciolsero Calabria Etica dopo aver sperperato fondi europei

Ippolita Luzzo Primo Maggio 2016 Ad un concorrente Frizzi domandò cosa si festeggiasse con il concertone di piazza San Giovanni a Roma. Per aiutarlo, vedendolo smarrito, raccontò dell'esistenza di lavoratori, un tempo lontano. Niente. Il concorrente guardava Frizzi con vacuo guardare. Lavoro? Cosa sarà mai il lavoro? Festa del lavoro? Oggi? Ma no!

domenica 26 aprile 2026

26 aprile 2020 La boccia di vetro


 Una volta si tenevano come soprammobili delle bocce di vetro con dentro dei paesaggi di città e in alto il cielo.

 Se passando qualcuno prendeva in mano la boccia e la scuoteva si spargeva all’interno un pulviscolo nevoso che si depositava di lì a poco sulla base.

 Una tempesta di neve in un bicchiere d’acqua anzi in una boccia.

 Stamattina mi sveglio così con l’idea che stiamo tutti in quella boccia e veniamo saltuariamente forse troppo agitati per darci l’impressione che ci stia succedendo qualcosa

Da un mio post di Facebook di dieci anni fa 

Ippolita Luzzo

domenica 19 aprile 2026

Annarita e La scatola delle lacrime di Han Kang


Una costellazione di lacrime: dall’infinito piccolo all’infinito grande. Da una goccia di lacrima poggiata su un vetrino da una ricercatrice appassionata dello studio si dilata il tempo in una conversazione alata, volteggiando nel cielo delle lacrime con in mano il libro di Han Kang La scatola delle lacrime

Sarà il libro il tramite che consentirà di abbattere gli anni che dividono me da AnnaRita, che mi permetterà una domanda e poi la sintonia rara oramai fra generazioni diverse. 


Alla fine leggerò la fiaba ma la fiaba vera noi l’avevamo già vissuta guardando i vetrini sul suo cellulare, guardando il monitor collegato al microscopio, seguendo lacrime e tessuto epiteliale, seguendo le cellule e i suoi messaggeri. Così imparo che fra le cellule esiste un servizio postale che scambia informazioni e le informazioni possono essere buone o cattive e ahimè quando sono cattive generano malattie. Fra queste la malattia che è oggetto dello studio di AnnaRita il morbo di Parkinson. Una malattia che irrigidisce i comandi nervosi oppure rende tremanti le articolazioni. 


Stiamo parlando da un po’ non so il tempo non è che una convenzione e ci ritroviamo a parlare del passato, del presente e del futuro, della compresenza dei tre momenti essenziali alla nostra vita godendo della possibilità di capirsi mentre lei sorseggia un calice di vino rosso e sgranocchia tarallucci salati. Siamo al Tip e intanto arriva Salvatore da poco incaricato dalla Regione Calabria come visionario della cultura, ma già da un anno o più nel Regno della Litweb nel regno che anticipa ogni volta ciò che sarà, ciò che è stato, ciò che è. 
La promessa di una conversazione a tre fa da saluto al commiato luminoso come il gran cielo di stelle nelle costellazioni di lacrime di felicità. 

Intanto leggo e tutto mi parla di stelle e di lacrime oramai. Le stelle cadono, nei versi di Pascoli, come lacrime nel buio, è un cielo inquieto, attraversato da paure, domande, presagi: un cielo in cui il caos sembra parlare all'uomo. Il rapper Rancore, autore del brano X Agosto 2048 con il poeta Giuseppe Grattacaso, l'astrofisica Claudia Mignone mettono in questi giorni in dialogo poesia, scienza e musica con lacrime e stelle  e io direi ora medicina per guardare il cielo

Nel cielo di Annarita Scardamaglia stiamo 

Ippolita Luzzo 

giovedì 16 aprile 2026

16 aprile 2025 al parco Impastato

 


Oggi 16 aprile 2026 ricordo tutto di quella passeggiata al parco di un anno fa perché l'ho scritta, così come di ogni 16 aprile di cui ho annotato qualcosa: la mia mamma che legge il mio pezzo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo il 16 aprile del 2021 

16 aprile 2025 Ieri pomeriggio c’era al parco Impastato una orchestra diretta dal vento. Un direttore capriccioso quasi faceva divellere dal suolo i fissanti per la copertura dei gazebo e trasportava il frastuono di qua e di là finché non si accorse che nessuno gli badava e allora si mise all’ascolto carpendo le chiacchiere nostre e i giochi dei bimbi sulle altalene            

16 aprile 2024 In pochi giorni l’albero, il tiglio sotto casa, si è vestito di foglie. Il tempo di fogliare e lo stesso albero ora sta.     

16 aprile 2022 La bellezza salverà un piffero. La bellezza è dannazione. Così mi dice oggi Carlo, carabiniere a Palermo, addetto alla accoglienza migranti. Nei giorni scorsi sono arrivati in mille.

 Mi racconta tante cose poi si sofferma su alcune donne molto belle arrivate e che vorrebbe salvare dal loro destino. Diventare prostitute, costrette con la violenza e poi malmenate dai lenoni.

 Me lo dice rammaricato e impotente, aggiungendo che in questi casi la bellezza è un danno. 

Ai cretini che dicono quella frase famosa sulla bellezza che salva il mondo dedico questa riflessione  

16 aprile 2021 Mia madre legge con commento suo l’incipit di un mio pezzo dal titolo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo.

Ippolita Luzzo 

martedì 14 aprile 2026

Nulla è virtuale e tutto è reale

 


da Amedeo de Benedictis ad Agostino Tulumello tutta la realtà che mi arriva dal cosiddetto virtuale. 

Vedo un quadro in una galleria d'arte, mi piace moltissimo, non posso più comprare nulla, ho perso tutti le mie possibilità, però la mia ammirazione riesco a scriverla.

 L'autore legge il pezzo sul mio blog e decide di farmi omaggio proprio di quel quadro.

 


Mi succede così o quasi con Agostino Tulumello, del quale mi è appena arrivato un suo lavoro. 

Niente è virtuale e tutto è reale. 

Cambia il luogo dove ci incontriamo. Certo che sono incontri effimeri, perché nella realtà come sono? Scendi e sali su un treno, vai alla posta, hai un collega di corso  e non lo vedi più, un vicino di corsia, di banco e poi chi lo vede più? Anche in famiglia ci vuole pochissimo e tutto virtuale diventa.

 Invece i quadri rimangono.

 Nulla è virtuale e tutto è reale.

Ippolita Luzzo 

domenica 22 marzo 2026

Ciarpame

 22 marzo 2016 scrivevo su Facebook: Ciarpame. 

Non so che altro termine si debba usare per moltissime manifestazioni presunte letterarie. 

Certo avranno pubblico numeroso ed immobile, avranno affluenze e applausi, articoli di assenso e consenso su pagine e pagine.

Riempiranno cartellone di attività e altro, però sempre ciarpame rimangono.

 Parlo solo di quello che so, non parlo di politica e di complotti internazionali perché non ne so nulla.

 Sul mondo intero soffiano sempre venti di guerra e spartirsi il territorio e le risorse comporta vittime umane.

Meglio parlare del ciarpame locale che, volendo, si potrebbe evitare.

 Ippolita Luzzo