Primo Maggio 2025 #primomaggio alla Casa di riposo #tamburelli col #concertone a Piazza San Giovanni sullo schermo gigante della sala riunione. Li lascio con Le bambole di pezza, un gruppo di ragazze sul palco, li lascio e vado a prendere un caffè con la panna al Bar Roma. Da quanto tempo non prendo un caffè con la panna? Anni e anni, anni in cui il primo maggio non è più il primo maggio e l’infinita vacuità del tutto ci intristisce nella melassa dei fatti storici che ci lambiscono, nel falso fatto vero, nel falso spacciato per giusto, nei diritti calpestati e ridicolizzati, nei doveri amplificati. Senza speranza. Una panna ora che attutisca lo sconforto. Primo Maggio 2023 Primo Maggio come Venerdì Santo stamattina. Piovigginoso e grigio il cielo su Lamezia, e dal balcone l’albero ormai verde in foglie mi rassicura un po’ poco poco però. Primo Maggio 2021Una volta un mio amico cercava lavoro e venne mandato a Calabria Etica. Andò in questo luogo incantato dove stavano donne in tacchi a spillo e gonne strette, pavimenti in marmo e ogni sfarfallio di lusso. Di cosa si occupasse Calabria Etica lui non ebbe modo di capire ma capì subito che unica cosa importante era quanti voti lui avrebbe assicurato nelle tornate elettorali. Il mio amico andò via deluso e ora sta in Portogallo. W il lavoro, che etico dovrebbe essere e non è. Poi sciolsero Calabria Etica dopo aver sperperato fondi europei
Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo
venerdì 1 maggio 2026
domenica 26 aprile 2026
26 aprile 2020 La boccia di vetro
Una volta si tenevano come soprammobili delle bocce di vetro con dentro dei paesaggi di città e in alto il cielo.
Se passando qualcuno prendeva in mano la boccia e la scuoteva si spargeva all’interno un pulviscolo nevoso che si depositava di lì a poco sulla base.
Una tempesta di neve in un bicchiere d’acqua anzi in una boccia.
Stamattina mi sveglio così con l’idea che stiamo tutti in quella boccia e veniamo saltuariamente forse troppo agitati per darci l’impressione che ci stia succedendo qualcosa
Da un mio post di Facebook di dieci anni fa
Ippolita Luzzo
domenica 19 aprile 2026
Annarita e La scatola delle lacrime di Han Kang
Una costellazione di lacrime: dall’infinito piccolo all’infinito grande. Da una goccia di lacrima poggiata su un vetrino da una ricercatrice appassionata dello studio si dilata il tempo in una conversazione alata, volteggiando nel cielo delle lacrime con in mano il libro di Han Kang La scatola delle lacrime.
Sarà il libro il tramite che consentirà di abbattere gli anni che dividono me da AnnaRita, che mi permetterà una domanda e poi la sintonia rara oramai fra generazioni diverse.
Alla fine leggerò la fiaba ma la fiaba vera noi l’avevamo già vissuta guardando i vetrini sul suo cellulare, guardando il monitor collegato al microscopio, seguendo lacrime e tessuto epiteliale, seguendo le cellule e i suoi messaggeri. Così imparo che fra le cellule esiste un servizio postale che scambia informazioni e le informazioni possono essere buone o cattive e ahimè quando sono cattive generano malattie. Fra queste la malattia che è oggetto dello studio di AnnaRita il morbo di Parkinson. Una malattia che irrigidisce i comandi nervosi oppure rende tremanti le articolazioni.
Stiamo parlando da un po’ non so il tempo non è che una convenzione e ci ritroviamo a parlare del passato, del presente e del futuro, della compresenza dei tre momenti essenziali alla nostra vita godendo della possibilità di capirsi mentre lei sorseggia un calice di vino rosso e sgranocchia tarallucci salati. Siamo al Tip e intanto arriva Salvatore da poco incaricato dalla Regione Calabria come visionario della cultura, ma già da un anno o più nel Regno della Litweb nel regno che anticipa ogni volta ciò che sarà, ciò che è stato, ciò che è.
Intanto leggo e tutto mi parla di stelle e di lacrime oramai. Le stelle cadono, nei versi di Pascoli, come lacrime nel buio, è un cielo inquieto, attraversato da paure, domande, presagi: un cielo in cui il caos sembra parlare all'uomo. Il rapper Rancore, autore del brano X Agosto 2048 con il poeta Giuseppe Grattacaso, l'astrofisica Claudia Mignone mettono in questi giorni in dialogo poesia, scienza e musica con lacrime e stelle e io direi ora medicina per guardare il cielo
Nel cielo di Annarita Scardamaglia stiamo
Ippolita Luzzo
giovedì 16 aprile 2026
16 aprile 2025 al parco Impastato
Oggi 16 aprile 2026 ricordo tutto di quella passeggiata al parco di un anno fa perché l'ho scritta, così come di ogni 16 aprile di cui ho annotato qualcosa: la mia mamma che legge il mio pezzo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo il 16 aprile del 2021
16 aprile 2025 Ieri pomeriggio c’era al parco Impastato una orchestra diretta dal vento. Un direttore capriccioso quasi faceva divellere dal suolo i fissanti per la copertura dei gazebo e trasportava il frastuono di qua e di là finché non si accorse che nessuno gli badava e allora si mise all’ascolto carpendo le chiacchiere nostre e i giochi dei bimbi sulle altalene
16 aprile 2024 In pochi giorni l’albero, il tiglio sotto casa, si è vestito di foglie. Il tempo di fogliare e lo stesso albero ora sta.
16 aprile 2022 La bellezza salverà un piffero. La bellezza è dannazione. Così mi dice oggi Carlo, carabiniere a Palermo, addetto alla accoglienza migranti. Nei giorni scorsi sono arrivati in mille.
Mi racconta tante cose poi si sofferma su alcune donne molto belle arrivate e che vorrebbe salvare dal loro destino. Diventare prostitute, costrette con la violenza e poi malmenate dai lenoni.
Me lo dice rammaricato e impotente, aggiungendo che in questi casi la bellezza è un danno.
Ai cretini che dicono quella frase famosa sulla bellezza che salva il mondo dedico questa riflessione
16 aprile 2021 Mia madre legge con commento suo l’incipit di un mio pezzo dal titolo Tutte le cose hanno un principio e una fine in questo misero mondo.
Ippolita Luzzo
martedì 14 aprile 2026
Nulla è virtuale e tutto è reale
da Amedeo de Benedictis ad Agostino Tulumello tutta la realtà che mi arriva dal cosiddetto virtuale.
Vedo un quadro in una galleria d'arte, mi piace moltissimo, non posso più comprare nulla, ho perso tutti le mie possibilità, però la mia ammirazione riesco a scriverla.
L'autore legge il pezzo sul mio blog e decide di farmi omaggio proprio di quel quadro.
Mi succede così o quasi con Agostino Tulumello, del quale mi è appena arrivato un suo lavoro.
Niente è virtuale e tutto è reale.
Cambia il luogo dove ci incontriamo. Certo che sono incontri effimeri, perché nella realtà come sono? Scendi e sali su un treno, vai alla posta, hai un collega di corso e non lo vedi più, un vicino di corsia, di banco e poi chi lo vede più? Anche in famiglia ci vuole pochissimo e tutto virtuale diventa.
Invece i quadri rimangono.
Nulla è virtuale e tutto è reale.
Ippolita Luzzo
domenica 22 marzo 2026
Ciarpame
22 marzo 2016 scrivevo su Facebook: Ciarpame.
Non so che altro termine si debba usare per moltissime manifestazioni presunte letterarie.
Certo avranno pubblico numeroso ed immobile, avranno affluenze e applausi, articoli di assenso e consenso su pagine e pagine.
Riempiranno cartellone di attività e altro, però sempre ciarpame rimangono.
Parlo solo di quello che so, non parlo di politica e di complotti internazionali perché non ne so nulla.
Sul mondo intero soffiano sempre venti di guerra e spartirsi il territorio e le risorse comporta vittime umane.
Meglio parlare del ciarpame locale che, volendo, si potrebbe evitare.
Ippolita Luzzo
martedì 17 marzo 2026
Cristò: L'incantesimo della lettura
Raccolgo e scrivo. L'incantesimo della lettura
Giovanni, scrittore di successo, ha perso la memoria, ed ora legge un suo libro non riconoscendolo scritto da lui. Giovanni abita con Caterina, sua figlia, e riceve la visita di Davide, il suo agente letterario da più di vent'anni, da moltissimi anni, non riconoscendolo, così crede sia il marito della figlia, a volte figlia, a volte mamma. Sta seduto sulla sua poltrona di cuoio, sta seduto a leggere e a discutere con le pagine di un libro a lui dato dal suo medico, nella fiducia immensa verso la letteratura.
Sono tutti personaggi letterari, siamo tutti personaggi letterari, penso anch'io, leggendo commossa le pagine di questo libro, nella evanescente memoria che ci fa dire chi noi siamo.
Anche il medico curante, lo specialista, sembra ed è un bellissimo personaggio letterario, un medico che fa domande strane, un medico da me amatissimo, un medico che crede la lettura possa fare la magia.
Tutti un po' lo crediamo, anche Davide e leggendo trascorriamo una giornata a casa di Giovanni Bartolomeo, mangiamo le linguine al sugo e prendiamo un caffè, convinti che la memoria potrebbe riaffiorare, forse chissà!
Una narrazione su una narrazione, il testo del libro letto ci parla di Donatello e della sua infanzia, della sua adolescenza, di come si troverà a scrivere, a voler essere uno scrittore.
Un raccontarci nel raccontarci nella malia dello scrivere bene, come una bellissima nenia consolante per legarci al nostro senso di vivere.
Commossa ricordo gli altri libri di Cristò e soprattutto La meravigliosa lampada di Paolo Lunare, uno dei libri più commoventi da me letti, io in lacrime così come in lacrime consolanti però oggi affido questo libro ai molti fortunati lettori che lo leggeranno, amando la letteratura vera, amando gli scrittori veri, come Cristò amatissimo.
“Se fossimo i personaggi di un racconto che stai leggendo – dice – penseresti che anche la frase che hai appena pronunciato è troppo complessa in una conversazione pomeridiana con un amico.”
Dal libro di Cristò “Gli scrittori non sono che uno dei modi che il mondo ha di raccontare storie.”
Cristò “Nessun bosco notturno può farti sentire perso come nel panico dell’oblio irrecuperabile. Davide scommette che nel cervello di Giovanni ci sia la trama di un horror perfetto: una casa familiare, volti conosciuti che si tramutano da figlia in madre e ancora in moglie e di nuovo in figlia, persone fidate che dicono parole che capisce ma non riesce a comprendere a fondo, un libro tra le mani che ha il sospetto di aver già letto, un libro che per qualche motivo si impone alla lettura, un libro che non riesce a capire ma sente vicino. Un mondo di dubbi in un’unica domanda “Sono impazzito io o è impazzito tutto il resto?”
TerraRossa Edizioni decide di ripubblicare nella collana “fondanti” a quindici anni dalla prima edizione pubblicata da @ilgriloeditore questa storia, nata quasi come gioco di rimandi letterari, scrive Cristò, da omaggio a John Barth a presa di coscienza personale di una lenta scomparsa. C’è, nella novella, uno scrittore di 83 anni affetto da demenza senile che rilegge il suo libro più famoso e, non ricordandosi di esserne l’autore, urla: «questo libro è una porcheria». Il libro esce oggi, 17 marzo e il 19 se ne parlerà da Prinz Zaum insieme a Lea Durante
Scrive Arcangelo Licinio ed io confermo:"Cristó é uno scrittore straordinario, uno dei migliori in Italia oggi (e vi assicuro che ne leggo davvero tanti) non solo perché scrive bene, ma per le storie che é capace di raccontarci e che credo, come accade nella vera letteratura, vanno spesso oltre quello che aveva intenzione di raccontarci.
Gli scrittori sono il modo in cui il mondo riesce a raccontarsi, si dice a un certo punto di questo libro. E la straordinarietà di Cristó come scrittore é proprio questa: fa parlare mondi, ha la capacità di essere universale da prospettive di storie sempre molto particolari.
E dunque questo é un libro che racconta la scrittura, gli scrittori, cosa significhi la malattia di un genitore (qui é un padre ma poco conta) ma anche cosa significhi invecchiare da figli (anzi da figlia), che racconta cos’é il vero terrore, il dolore e la paura (quella reale, che viviamo tutti prima o poi e quindi é molto più terribile di una qualunque storia horror), che racconta cosa vuol dire leggere e tanto altro."
Nella felicità del Regno della Litweb
Ippolita Luzzo







