Da un mio post del 1 novembre 2015 Morto da molti anni il fratello di papà che andava ogni giorno a trovarli, si sedeva accanto al camino e diceva: Piovi, e piove piove, quando piove un sicca nente.- che vuol dire quando piove non secca nulla. Morto da anni il fratello di mamma che ogni tanto andava a raccontare sue stralunate avventure da bevitore e suonatore di mandolino, morto da troppi anni mio nonno unica intelligenza ironica che io mi porto appresso e morta la nonna con le sue favole ora andare a casa dei miei cari ogni giorno solo per riscrivere i proverbi di mio padre e le umiliazioni di mia madre, le difficoltà di un fratello e il mortorio di fondo che sussurra
Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo
domenica 1 novembre 2026
giovedì 29 ottobre 2026
Patrizia Tocci Il punto invisibile
"La morte e la vita hanno un senso diverso qui: sono sorelle.
Quando ero bambina si nasceva e si moriva in casa: infatti io sono nata proprio qui, dentro queste mura e c'era la neve, a settembre" parla Sofia, la figlia di Anna e Nando, parla la Casa, la Domus.
"Cosa raccoglie queste esistenze legate con fili che sembrano invisibili ma lanciano strappi persino oltreoceano? Il legame con il luogo in cui siamo nati o che abbiamo scelto resta una culla virtuale, una nicchia di pensieri, nel successivo girovagare dell'anima e del corpo che forma la nostra identità."
Tocca quindi agli "Erranti" aprire il corteo, perché chi va via sente più dolorosa l'appartenenza, poi i "Giganti" nella notte in cui gli "Sperduti" si manifestano. sono le voci di ciascun abitante nella caverna della nostra memoria.
"Che grande imbroglio il tempo. Un fiume in cui convivono passato e presente, che ci trasporta verso un futuro sconosciuto."
Mi piace immaginare questo corteo per le valli di un piccolo paese di montagna, mi piace questo corteo anche in paesi di mare, mi piace il senso della continuità che Patrizia Tocci vuole dare ai suoi personaggi, alla sua storia.
Leggendo Patrizia Tocci al sole del Sud. Nel bellissimo ottobre che se ne va mi sdraio nel sole della Piana di Sant’Eufemia, nella strada che porta ai ricordi de Il punto invisibile. Nelle parti del libro le voci. I Luoghi, la casa, poi la famiglia e Sofia la figlia errante. Poi nella terza parte La stazione i migranti e i ricordi a cucire.
Patrizia ci accompagna affabulante e io vi abito ancora scaldandomi al sole.
Il punto invisibile è l'ideale continuazione di Nero è il cuore del papavero e Patrizia Tocci continua a raccontarci i ricordi di un mondo contadino scomparso. La dedica di Patrizia è una carezza e intanto io vado nei luoghi narrati e narranti e vado a conoscere I Giganti, Gli Sperduti, e gli Erranti della montagna.
Ippolita Luzzo
mercoledì 28 ottobre 2026
Gianluigi Bodi scrive su Ippolita Luzzo
Più o meno da quando ho iniziato a scrivere di libri su Senzaudio mi sono imbattuto in una presenza molto conosciuta nell'ambiente.
Anche questa presenza scrive di libri, ma dire che fa solo quello sarebbe molto riduttivo.
E' l'animatrice de "Il Regno della Litweb" e dimostra una carica vitale che le invidio.
Il suo nome, lo avrete capito, è Ippolita Luzzo. Io non ho mai avuto il piacere di incontrarla di persona, ma ho avuto modo, negli anni, di leggere davvero parecchi dei suoi contributi e, in un caso, l'ho pure ospitata su Senzaudio.
Negli ultimi mesi Ippolita ha dato alle stampe non uno, ma due volumi.
Il primo "Dareide" ripercorre il rapporto che Ippolita ha con lo scrittore Domenico Dara. Essendo io un fan sfegatato della scrittura di Dara non posso che essere dello stesso parere di Ippolita. Domenico è uno scrittore eccezionale e il modo con cui Ippolita ne ha parlato negli anni non fa altro che mettere in luce gli aspetti più positivi di questo scrittore.
Sono contento che le sia venuto in mente di raccogliere tutti gli interventi Daracentrici in un unico volume perché secondo me si riesce a vedere con chiarezza che l'autrice del volume ha instaurato un dialogo con il romanziere. Si vede il percorso e credo che sia una cosa molto bella.
Di recente invece è uscito un secondo volume che si intitola "Il primo pezzo non si scorda mai" anche questo, come Dareide, pubblicato da Città del Sole.
L'occasione dell'uscita di questo libro è molto particolare: festeggiare i 10 anni di vita de "Il Regno della Litweb" e congelare nel tempo una serie di articoli di letteratura che Ippolita Luzzo ha scritto tra il 2012 e il 2013.
Ippolita ha lo sguardo di chi riesce a non prendersi mai totalmente sul serio (e l'esergo ce lo conferma), di chi ama fare le cose che fa e ne trae un giocoso piacere.
Nonostante questo però le sue analisi sanno essere puntuali e precise, come messo in risalto anche dalla prefazione di Giuseppe Giglio: "A leggere Ippolita Luzzo ci si diverte. Propriamente, ci si di-verte: svicolando tra gli uomini e le cose che dalle sue pagine -con vivida naturalezza - si animano. Per il brio, la leggerezza, la gioia dello scrivere di Ippolita: anche quando lei racconta di libri impegnativi, che inquietano, che spiazzano. Perché Ippolita è un folletto, un arioso, ariostesco folletto di incontenibile curiosità."
Ecco, io sono d'accordo con questa lettura di Ippolita e non riesco ad immaginarla senza un sorriso stampato in faccia.
I pezzi raccolti raccontano il primo anno di vita de "Il regno della Litweb" e chissà, magari in futuro verrà alla luce un "Best of" di tutta la sua produzione decennale.
Proprio per cementare ancora di più questo continuo entrare e uscire dal web che Ippolita testimonia con le continue collaborazioni e la miriadi di progetti a cui partecipa sempre con invidiabile entusiasmo.
E quindi auguri per i primi dieci anni e per i prossimi dieci.
Nel 2022
Gianluigi Bodi: Nato nel 1975, ha vissuto a Cavallino-Treporti (Venezia) fino a che non si è trasferito in provincia di Treviso nel 2009. Lavora all’Università Ca’ Foscari del capoluogo lagunare, nella quale si è anche laureato in Lingue e letterature straniere. Nel 2013 ha fondato il blog letterario “Senzaudio”. Nel 2015 ha vinto il concorso indetto dal festival letterario CartaCarbone con il racconto Perché piango di notte. È stato inoltre finalista nel 2018 e nel 2021 al contest “8×8, si sente la voce”. Da allora ha continuato a scrivere e i suoi racconti sono apparsi su “Il primo amore”, “Pastrengo”, “Altri Animali”, “Narrandom”, “Malgrado le Mosche”, “Rivista Blam!”, “Spaghetti Writers”, “Ammatula”, “Spazinclusi”, “Crack” e su altre riviste letterarie sia digitali sia cartacee. Nel 2020 un suo racconto breve è stato incluso nella raccolta I giorni alla finestra (Il Saggiatore). Ha curato le antologie Teorie e tecniche di indipendenza (VerbaVolant, 2016) e Hotel Lagoverde (LiberAria, 2021). Un suo scritto è stato inserito in Ti racconto una canzone (Arcana, 2022). Collabora con il sito web del Premio Comisso sul quale tiene la rubrica “Venetarium”. Per Arkadia Editore ha pubblicato Un posto difficile da raggiungere (2023).
lunedì 26 ottobre 2026
L'Uniter negli anni con le mie relazioni
UNITER-LAMEZIA TERME
Nerina per me 18 ottobre 2011
Gli anni settanta- 23 Novembre 2012-
Otto marzo con l'Uniter 2013
La vita che vorremmo 26 Novembre 2014
Il destino di alcuni libri pubblicati postumi- Relazione Uniter 2014
Leggere per vivere 2015
Relazione con Giovanna Villella 2015 Una Piccola felicità... in due
Relazione Uniter 2016 Dalla Pop Art alla Post Art con Alberto Badolato e Antonio Pujia
Relazione Uniter 2017 Etica Nicomachea due- Segnali di fumo La parcellizzazione dell’amicizia
9 Novembre 2018 Litweb: Una finestra sul mondo
Prof.ssa Ippolita Luzzo raccontata dalla Prof.ssa Giovanna Villella "Litweb, marchio depositato."
20 Novembre 2019 Le scortesie come opportunità
Franco Battiato a Lamezia, Uniter Giugno 2020
2021
Uniter 2022 IL primo pezzo non si scorda mai
Uniter 2023 Dettagli da Frontiera di Pina Majone
2024 Pezzi di Critica Letteraria con Marcello Sestito e Giovanna Villella
domenica 25 ottobre 2026
L’albero della perdonanza
25 ottobre 2021 Ritorniamoci così come un pensiero autunnale da far cadere come una foglia secca dall’albero. Le corna stanno sulla testa di chi le fa. È inutile che si sposti il gesto di uno sulla testa di un’altra. Chi tradisce, se tradisce, è sempre responsabile verso se stesso di un atto che può o non può essere un tradimento. Per esempio può essere invece un inizio di una relazione importante. Così anche le scortesie rimangono a chi le fa, sono la cifra della minutaglia che avvolge la mente di chi vorrebbe nuocere.
Chi cancella volutamente un mio intervento, chi impedisce che io possa intervistare un mio caro amico perché non ho tesserino, cade come foglia gialla dall’albero della perdonanza. Ognuno di noi è quello che dimostra coi gesti e non quello che vuol far passare con parole varie e ne è responsabile. Buon autunno 🍂
Ippolita Luzzo
sabato 24 ottobre 2026
Dipende
Post del 24 ottobre 2025
“Dipende” il verbo di stamattina è dipendere.
Dipende da chi sei, da chi sono i tuoi parenti, da che importanza sociale provieni.
Dipende da tutto ciò la facilità poi di essere chiamato dai tuoi pari in fama, in prestigio, in osanna.
“Dipende” e a chi dipende bene poi sono aperte porte e portoni, case e riviste, palchi e palchetti.
Niente di nuovo ho scritto ora ma ogni volta davanti all’ennesima dipendenza mi assale una tristezza infinita
Ippolita Luzzo
sabato 17 ottobre 2026
Fanny di Ragione e Sentimento- Jane Austen
A proposito di #cognate. Ci sono le donne perfide nei romanzi di Jane Austen e la Fanny di Ragione e Sentimento è proprio una cognata. Come tante. Troppo simile alle nostre cognate, ma anche noi siamo a nostra volta cognate, anche noi ragioniamo così senza accorgercene. Forse! Ho letto più volte il primo capitolo di Ragione e Sentimento, perché è così reale e vero che sarà capitato anche a voi di sentire o subire un ragionamento così, e agli uomini sarà capitato nel passato di tornare a casa con una decisione buona e di cambiarla senza accorgersene dopo averne parlato con la moglie.
Comunque Fanny è la moglie di John, il quale ha due sorellastre.
Il padre in punto di morte gli ha fatto promettere che si sarebbe preso cura delle sorelle e della matrigna donne generose e amorevoli, escluse dalla eredità dello zio scapolo che pure avevano accudito. Ma tant’è! L’eredità era passata direttamente dallo zio a John, al figlioletto di quattro anno di questi.
Fanny, moglie di John, non appena terminato il funerale del suocero, arrivò nella casa con figlio e servitù al seguito. La casa era stata ereditata dal marito!
Senza badare che in quel luogo vi abitavano le sorelle e la matrigna del marito. La suocera e le cognate furono degradate alla condizioni di ospiti. La moglie di John non approvava che il marito donasse 3000 sterline alle sorelle come aveva promesso al padre. Lo pregò di ripensarci. Come avrebbe giustificato con se stesso il derubare il suo unico figlio di una somma tanto cospicua?
E come potevano reclamare queste signorine, parenti solo a metà, e che lei non considerava nemmeno tali un atto di generosità pari ad un cifra tanto ingente? Lei pensava che nessun legame affettivo potesse esistere tra i figli avuti da un uomo tra matrimoni diversi; perché doveva rovinare se stesso gettando via tutto il suo denaro per delle sorellastre?
Il marito comincia a tentennare e diminuisce la somma della metà pensando che 1500 sterline sarebbe comunque state un aumento prodigioso della loro fortuna. Ma per Fanny questo è anche troppo! Quale fratello al mondo farebbe anche solo la metà per le proprie sorelle, anche se fossero vere sorelle! Ma il marito è così generoso! Qualsiasi proposta John faccia Fanny ha le sue perplessità, addirittura conclude: - sono convinta che tua padre non avesse affatto per la mente che dessi a loro del denaro, penso che l’aiuto a cui si riferiva era quello di trovare loro una piccola casetta, mandare omaggi di pesce e cacciagione quando è stagione. E poi che diamine possono volere quattro donne più di questo? Vivranno in modo tanto frugale. La cura della casa richiederà poco o nulla. Non avranno carrozza, cavalli, né servitù, e quasi non avranno ospiti, potrebbero non avere spese di alcun genere, considera solo quanto sia assurda la tua intenzione di dare loro altro denaro. Saranno loro forse a poter dare a te qualcosa. – John rispose:-io credo che tu abbia ragione e terrò fede al mio impegno con le forme di aiuto e di gentilezza che tu mi hai indicato. Quando la mia matrigna si trasferirà in un'altra casa mi offrirò di aiutarla a sistemarsi. Anche qualche piccolo mobile. - Ma come il marito accenna ad un regalo ascoltate cosa risponde Fanny – certo dobbiamo considerare una cosa, quando i tuoi genitori si trasferirono a Norland, anche se il mobilio fu venduto si tennero tutte le porcellane, l’argenteria e la biancheria che ora sono in possesso di tua madre. La sua casa perciò sarà ben rifornita di tutto, una parte dell’argenteria ci farebbe assai comodo e il servizio da colazione di porcellana è molto più bello di quello di questa casa. Secondo me è troppo bello per la casa dove andranno ad abitare. Tuo padre ha pensato solo a loro, se avesse potuto avrebbe lasciato a loro tutte le fortune del mondo. - L’argomento era irresistibile, egli si convinse che sarebbe stato inopportuno se non addirittura indecoroso avere per la vedova e le figlie del padre sue sorelle avere più riguardo di quanto suggerito dalla moglie.
Ragione e sentimento
Ippolita Luzzo



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