venerdì 11 settembre 2026

I riti

11 settembre  2018 I riti creano comunità. I riti collegano gli individui in una consorteria umana. Sulla piattaforma del sacro e non delle cose. Non si potrà mai fare a meno dei riti benché di questi tempi si tenti di scollegare gli individui gli uni dagli altri con una violenza continuata. Bisognerà però chiedersi cosa sia un rito e cosa non lo sia per provare a difendere ciò che ancora connota le comunità 

giovedì 10 settembre 2026

Canzone per Francesco Guccini

 


Muore Guccini e mi ritrovo a cantare per tutto il giorno una sua canzone. Ognuno di noi ha una sua canzone in testa e io mi ritrovo con questo canto: La canzone "Canzone per un'amica" (il cui titolo originale è In morte di S.F.) di Francesco Guccini è stata scritta per Silvana Fontana, un'amica del cantautore morta in un tragico incidente stradale nel 1966.

 Lunga e diritta correva la strada l’auto veloce correva, canto tutto il giorno questa canzone scritta da lui alla notizia della morte di una sua cara amica e io cantandola la dedicavo e la dedico   a Paola Scialis, da molti artisti di teatro di Lamezia amata, apprezzata e conosciuta. Da uno stralcio nel giorno dell'incidente sembra di leggere i versi del canto di Francesco Guccini. 

 “L'attrice e performer di Amantea morta in un tragico incidente stradale è Paola Scialis, deceduta all'età di 42 anni il 27 maggio 2018 su un viadotto della Statale 18 ad Amantea, in uno scontro frontale tra un'auto e una moto in cui perse la vita anche il motociclista Luca Bennardo. “ Un impatto violento tra una moto e l'auto su cui Paola viaggiava come passeggera. Paola Era un'artista creativa, performer fuori dagli schemi e co-ideatrice del progetto culturale ed ex convento di Belmonte Calabro insieme al compagno Stefano Cuzzocrea."

 Di Guccini io ho questo ricordo intimo e straziante, un Guccini intimo che si chiede se abbia un senso tutto questo così come poi cantiamo insieme Il vecchio e il bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera. 

E il vecchio diceva, guardando lontano

"Immagina questo coperto di grano

Immagina i frutti e immagina i fiori

E pensa alle voci e pensa ai colori

E in questa pianura, fin dove si perde

Crescevano gli alberi e tutto era verde

Cadeva la pioggia, segnavano i soli

Il ritmo dell'uomo e delle stagioni" 

Un grande canto di amore verso la terra, la natura, verso le stagioni.

 Segnava il tempo e il senso del vivere ed è ciò che ci chiede e che ci ha chiesto nelle sue canzone per anni Francesco Guccini nato nel 1940 e già con questa canzone del  1972 ci chiedeva di dare un senso al nostro stare sulla terra rispettando la natura. 

Nella ricerca di un senso individuale e nella ricerca di un senso universale credo stiano le canzoni che oltrepassano il tempo, itempi, e appartengono a tutte le generazioni.

Ippolita Luzzo 

mercoledì 9 settembre 2026

Gli zii

 Dal 9 settembre 2015

 I due fratelli del mio papà erano diversissimi. 

Uno ironico e al limite fra essere e non essere, come se non ci fosse, l'altro composto e preciso, affidabile e tecnico. 

Morto è il primo da molti anni.

 Nel suo non esserci si divertiva a scherzare e un anno, per celia, organizzò una finta investitura a sindaco di Falerna  Marina, carica inesistente.  Insieme ai suoi amici si mise la fascia di sindaco e fecero festa per il villaggio. 

Quando lo venne a sapere l'altro zio, quello che la politica doveva vederla davvero, si arrabbiò con suo fratello, che, a suo dire, si prestava a giochi stupidi.

 Da allora è passato tanto tempo e scherzosamente come mio zio Carlo anche io invento giunte comunali inesistenti e sindaci che vorrei e poi guardo la politica vera, anche questa ormai con tante figurine che non contano niente. 

Meglio zio Carlo quando era sindaco di Falerna marina per semplice divertimento. 

Ippolita Luzzo 

giovedì 27 agosto 2026

Vivere letteratura

 Vivere letteratura non è quel che ossessivamente mi ripetono le pagine di Facebook o quelle più autorevoli della Lettura del Corriere della Sera. 

Vivere letteratura non è nemmeno essere invitati a festival, sempre troppo numerosi, perché ci stanno i fondi regionali e i festival sono un lavoro remunerato. 

Vivere letteratura non è nemmeno tutto questo sbattimento di video onestamente insulsi che vanno di gran moda, paradossalmente non è nemmeno scrivere libri perché vivere di letteratura è un’altra cosa.

Conservando il commento di Bruno Di Pietro: “Vivere di letteratura è camminare con il piacere di avere in tasca solo le mani, senza fretta, ascoltare tutto quello che ti circonda, riconoscere i venti al solo contatto con il corpo, percepire gli odori dopo la pioggia, dar da mangiare a un cane randagio, cercare i nomi antichi delle cose, salutare tutti, anche gli sconosciuti o i nuovi arrivati, accendere il fuoco nei camini ai primi freddi, e di buon mattino prendere il pane caldo al forno. Se non è questo la letteratura è possedere libri e fermarsi alla copertina.”

Ippolita Luzzo 

sabato 22 agosto 2026

Roberto Amato Attitudini terrestri

 Roberto Amato Attitudini terrestri in Litweb dal 2018: 

Un uovo e un chicco d’uva il suo pasto, leggo nella biografia di Roberto Amato, nei 14 capitoli di Alessandro Trasciatti.

 Un uovo e un chicco d’uva mi ricorda una estate del 1988, quando io per dire ciò ad una amica l’ho persa per vent’anni, sentitasi offesa da me nelle sue abilità in cucina. Cosa vuoi per cena? Mi chiese lei. Ed io risposi: Per me, Anna, anche un uovo!

 E su un uovo ritorno indietro ai versi e alla poesia di un uomo delizioso, ironico e giocoso, e nello stesso tempo sfuggente e sconosciuto. 

Roberto Amato appare e scompare, ritorna e sarà ogni volta diverso nel gioco antico della seduzione attraverso la parola, sempre diversa, sempre una sorpresa. Scrivere per trovare un io, per costruire una identità e scrivendo quell’io verrà distrutto, scrivendo si diventa altro. Ognuno di noi avrà cercato un suo io non trovandolo, lo avrà immaginato e donato ad altri per quella relazione cercata e mai raggiunta con un simile. 

Attitudini terrestri a sedurre, a immaginare di scrivere una lettera: Poesia è: Lettera ad Elvio. Un frammento da Le Attitudini terrestri. “Darti notizie di me è quasi un motivo ornamentale. La mia vita si svolge come un nome di filo in un fazzoletto. Questo mi sembra plausibile. Eppure ho pensato a te senza smettere mai. Anche se sono qui per nascondere a tutti i miei pensieri ricamati.

E mi viene da piangere a pensare alla bellezza di questa cella ariosa. A come sono fortunato. A come il mondo è perfetto e del tutto cauterizzato (come dice il Dottore) dalla luce che brucia tra le foglie.

Se sono un tiglio o un’allodola nessuno lo sa con certezza. Ma noi, io e te, potremmo essere una cosa sola, un dolore unico e universale, una felicità senza sponde, un suicidio perfettamente calcolato, una malattia incurabile come il raffreddore. E potremmo scaldarci le mani e i piedi in un contatto talmente equinoziale che tutto poi sarebbe irragionevole. Anche il computo ritmico delle stagioni.” Roberto Amato ci ipnotizza con il suono melodioso di una nenia, ci trascina in una abitazione lontana, potremmo essere una cosa sola con lui, noi leggenti e lui accanto a darci universi e angeli carezzanti. Una estate con lui In Litweb un omaggio ad un poeta vero. Le Attitudini Terrestri di Roberto Amato “A volte la felicità mi sfugge. È come se perdessi il controllo di una mano o di un piede. Mi affaccio e vedo gli alberi leggermente mutati. Forse l’estate è troppo inoltrata. E anch’io mi sono inoltrato in un punto della stanza che non avrei dovuto attraversare.

Penso che questi muri dovrebbero oscillare insieme all’aria remigata dagli alberi, e risuonare come lamine di celesta. Invece sono costretto a immaginare un saggio sull’immobilità coatta dei manicomi. E mi viene da piangere continuamente. A chi rivolgere le mie pene saggistiche? Non posso fare affidamento su nessuno. La Cuoca è quasi sempre in cima a un albero del pane, dalla scorza cocciuta e dalle foglie troppo lontane. Il Barbiere sarebbe pieno di dolcezza, ma i ricordi un po’ lo assopiscono, un po’ lo fanno volare via.” A volte la felicità mi sfugge, ma si è felici se ci lasciamo rapire dall’istante, se riconosciamo il dono di un regno, di tanti personaggi accanto, di tante persone simili. Sul nulla del nulla può nascere un fiore oppure altro nulla, chissà! Ipnotizzati e visitati presso un ambulatorio psichiatrico  i pazienti sostano stupefatti. Curati da un dottore. Visitati.

 Intanto Roberto Amato, bello e impossibile, legge al Festival dei poeti a Rotterdam le sue carezze angeliche.

 Sì può darsi che lei abbia ragione.

 Ippolita Luzzo

venerdì 21 agosto 2026

Premi

6 Agosto 2015 a casa di Pina Majone Mauro.  La mia amica mi porta nella stanza dei premi ottenuti durante una vita di poesia, di lavorio intellettuale critico e serio. Premi affissi alle pareti, premi poggiati su libreria, su scrivania, su seggiole e per terra. Premi messi in scatoloni. Premi accatastati uno sugli altri a formare piramide instabile di un immaginario unico premio. - Che me ne faccio?- mi sta chiedendo lei, con tristezza. - Cosa mi importa se nel 2000 ebbi premio del geranio e nel 99 premio del garofano? Cosa mi interessa del premio dei premi, di tutti questi premi? Nulla.- La credo. Infatti io credo che i premi non servano se non a fare una bella festa, a far conoscere momentaneamente quel l'autore.  Nella nota canzoncina che faceva così "Premi premi premi, che se premi tu premierò anche io- premere e premiare stessa radice hanno, conveniamo insieme con mia amica

giovedì 13 agosto 2026

Il non amore


 Nove anni fa:Il vero problema sta nel non amore. 

Non amano libri e letteratura coloro che usano libri e letteratura per mettere in piedi premi letterari scemi per premiare i personaggi importanti o il compare più vicino,

 non amano libri e letteratura coloro che presuppongono di essere poeti per due versi scemi e  si nominano scrittori per quattro parole messe in fila. 

Non amano neppure i grandi personaggi della storia morti ammazzati per le loro idee ed ora usati per una battuta di ferragosto qui su Facebook.

 Tristezza totale al tempo del non amore malgrado Tutti i  cuori scemi

Ippolita Luzzo