domenica 19 aprile 2026

Annarita e La scatola delle lacrime di Han Kang


Una costellazione di lacrime: dall’infinito piccolo all’infinito grande. Da una goccia di lacrima poggiata su un vetrino da una ricercatrice appassionata dello studio si dilata il tempo in una conversazione alata, volteggiando nel cielo delle lacrime con in mano il libro di Han Kang La scatola delle lacrime

Sarà il libro il tramite che consentirà di abbattere gli anni che dividono me da AnnaRita, che mi permetterà una domanda e poi la sintonia rara oramai fra generazioni diverse. 


Alla fine leggerò la fiaba ma la fiaba vera noi l’avevamo già vissuta guardando i vetrini sul suo cellulare, guardando il monitor collegato al microscopio, seguendo lacrime e tessuto epiteliale, seguendo le cellule e i suoi messaggeri. Così imparo che fra le cellule esiste un servizio postale che scambia informazioni e le informazioni possono essere buone o cattive e ahimè quando sono cattive generano malattie. Fra queste la malattia che è oggetto dello studio di AnnaRita il morbo di Parkinson. Una malattia che irrigidisce i comandi nervosi oppure rende tremanti le articolazioni. 


Stiamo parlando da un po’ non so il tempo non è che una convenzione e ci ritroviamo a parlare del passato, del presente e del futuro, della compresenza dei tre momenti essenziali alla nostra vita godendo della possibilità di capirsi mentre lei sorseggia un calice di vino rosso e sgranocchia tarallucci salati. Siamo al Tip e intanto arriva Salvatore da poco incaricato dalla Regione Calabria come visionario della cultura, ma già da un anno o più nel Regno della Litweb nel regno che anticipa ogni volta ciò che sarà, ciò che è stato, ciò che è. 
La promessa di una conversazione a tre fa da saluto al commiato luminoso come il gran cielo di stelle nelle costellazioni di lacrime di felicità. 

Intanto leggo e tutto mi parla di stelle e di lacrime oramai. Le stelle cadono, nei versi di Pascoli, come lacrime nel buio, è un cielo inquieto, attraversato da paure, domande, presagi: un cielo in cui il caos sembra parlare all'uomo. Il rapper Rancore, autore del brano X Agosto 2048 con il poeta Giuseppe Grattacaso, l'astrofisica Claudia Mignone mettono in questi giorni in dialogo poesia, scienza e musica con lacrime e stelle  e io direi ora medicina per guardare il cielo

Nel cielo di Annarita Scardamaglia stiamo 

Ippolita Luzzo 

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