lunedì 29 giugno 2026

Arte e follia a cura di Marcello Sestito


 La felicità guarisce, la felicità è arte e follia stasera al Limen di Vibo. La mostra a cura di Marcello Sestito ha un catalogo bellissimo che Antonella Pavia, dolcissima moglie di Marcello e sua collaboratrice, mi porge in visione.

 Marcello Sestito ringrazia gli artisti-architetti invitati, e per i testi chiesti esplicitamente per l'occasione: Angela Bubba, Annalisa Insarda, Ippolita Luzzo, Olimpio Talarico e Domenico Dara, e poi lo staff del Museo Limen per aver ospitato i lavori nella prestigiosa sede  dal 26 giugno al 26 di luglio 2026. Ringrazia Antonella Pavia, sua moglie, e dice "sostenitrice delle mie-nostre pazzie, perché senza la sua presenza io non sarei qui a parlare di follia.” 


E nella quarta di copertina Marcello scrive: ”Sono circa 100e+ gli artisti invitati ad "Arte e follia", alla futura realizzazione di un Museo internazionale alla follia. Dimostrano ancora una volta che l'arte, con generosità, si pone sempre al servizio dell'umano nelle sue diverse sfaccettature. Ancora di più in questo caso, dove le affinità tra ciò che è normale e ciò che non lo è appaiono stringenti. Valgono pertanto le parole del geniale Edgar Allan Po nel suo Eleonora: «Vengo da una razza nota per la forza della fantasia e l'ardore della passione. Mi hanno chiamato folle, ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale. Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte». Crediamo che coloro i quali hanno aderito con passione a tale progetto possano, a ragione, ritrovarsi nelle parole del poeta."

Nelle opportunità uniche che il mio destino mi ha riservato mi ritrovo, per volere di Marcello, anch'io con un mio pezzo insieme ai cari amici scrittori e voglio riportarlo qui con la grande felicità di esserci anch'io nella follia dell'arte

La risata del folle sobrio                   

Arte e follia Convinzione di essere di voler essere di poter essere artista, convinzione di essere di voler essere di poter essere poeta e prosatore come e più di tanti, convinzione che arte sarà o follia sarà. Scontrarsi con cosa un volto non ha.

Arte e follia ossessione comune. È arte quando l’ossessione diventa creazione, è follia quando l’ossessione è distruzione. È arte quando l’ossessione viene dominata, è follia quando l’ossessione domina. Il pensiero fisso può prendere il volo se si libera nel gesto, il pensiero fisso può inchiodare al muro se diventa prigione. Su questa dicotomia sta il rapporto tra arte e follia

Come riuscire a parlarne se non con Pirandello, con Shakespeare, con Erasmo da Rotterdam, con le tragedie greche in mano? Tutti sapranno la follia in letteratura, tutti sapranno gli studi della psichiatria, la nascita dei luoghi di contenzione dove curare o nascondere i folli, tutti conoscono i farmaci di cui si fa uso e abuso per lenire il disagio psichico.

Mancanza di adattamento alla realtà sembra che sia la follia, ma più precisamente è la mancanza di una serena convivenza fra l’io e il suo corpo, fra il pensiero e l’azione, fra accettare o non accettare uno squilibrio, una nullità.

Sgombrando però il campo dal patologico e da ciò che è campo della medicina noi qui dobbiamo parlare della follia come creazione, come composizione, come anelito vitale, come musica che vibra, come energia che invade e nello stesso tempo circoscrive l’atto dal fatto, il creatore dalla sua opera, la straordinaria nascita del talento.

Cosa ha costruito dunque la follia nel corso dei secoli se non l’indagine sul continuo ondivagare dell’animo umano, sui sentimenti di ira, invidia e vendetta, e nello stesso tempo erigendo costruzioni altissime che sfidassero il tempo, il nulla, statue e templi, dipinti e arazzi, musica e balli.

Siamo tutti folli e non lo siamo, in questa accezione però, del creare, del sentire la possibilità di dire la verità, anche se per convenzioni sociali dire la verità è segno di pazzia.

Siamo solo alcuni i folli, nel senso dello svelamento, della fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore di Andersen, dove un bambino, ma avrebbe potuto essere un folle, addita l’imperatore e dice alla folla plaudente per i bei vestiti che lui in effetti non indossava  ”Il re è nudo”

Sono sempre del parere che ora il bimbo sarebbe stato affidato ai servizi sociali ed è questa la vera follia odierna, la follia del conformismo, del volere imporre a tutti la stessa realtà

Nella disperazione del sentirsi folle, l’artista tenta spesso di adeguarsi e in quel momento perde ciò che era suo, nella disperazione di sentirsi incompresi alcuni hanno smesso di creare, hanno addirittura messo fine alla vita, e nella disperazione moltissime opere sono andate perdute, bruciate.

Arte e follia insieme come binomio vincente noi invece vogliamo, proprio in sfida ai tempi, ai rituali, alle convenzioni, arte e follia da regalare, solo un pizzico, un po’ a tutti, a tanti, a chi voglia colorare la realtà, a chi voglia rendere allegra la realtà con la risata del folle sobrio, del poeta.

Ippolita Luzzo 


Opera di Marcello Sestito, architetto, artista critico e storico, Marcello è autore di circa 30 monografie dalla forte influenza sul piano dell'estetica, come vuole Franco Purini che lo definisce architetto scienziato, professore ordinario in Progettazione Architettonica e Urbana alla Mediterranea di Reggio Calabria. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo dal Brasile alla Cina, dalla Spagna alla Siria. I suoi lavori si muovono prevalentemente nel rapporto tra arte e architettura, convinto, come sosteneva circa 30 anni addietro che le future architetture assomiglieranno alle sinapsi. Redattore con Pierre Restany nella rivista internazionale D'Ars a Milano, dirige la collana Eutopia a Roma per Timía edizioni. Si aggiudica il secondo posto per il waterfront di Reggio Calabria, concorso vinto da Zaha Hadid. Partecipa alla Biennale di Venezia e in due occasioni alla Triennale di Milano Ha esposto le sue opere a New York, Londra, Damasco, Seul, Arcosanti, e in molte sedi italiane. Premio alla carriera nel 2020.

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