Una volta si tenevano come soprammobili delle bocce di vetro con dentro dei paesaggi di città e in alto il cielo.
Se passando qualcuno prendeva in mano la boccia e la scuoteva si spargeva all’interno un pulviscolo nevoso che si depositava di lì a poco sulla base.
Una tempesta di neve in un bicchiere d’acqua anzi in una boccia.
Stamattina mi sveglio così con l’idea che stiamo tutti in quella boccia e veniamo saltuariamente forse troppo agitati per darci l’impressione che ci stia succedendo qualcosa
Da un mio post di Facebook di dieci anni fa
Ippolita Luzzo
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