mercoledì 28 ottobre 2026

Gianluigi Bodi scrive su Ippolita Luzzo

 Più o meno da quando ho iniziato a scrivere di libri su Senzaudio mi sono imbattuto in una presenza molto conosciuta nell'ambiente. 

Anche questa presenza scrive di libri, ma dire che fa solo quello sarebbe molto riduttivo. 

E' l'animatrice de "Il Regno della Litweb" e dimostra una carica vitale che le invidio.

Il suo nome, lo avrete capito, è Ippolita Luzzo. Io non ho mai avuto il piacere di incontrarla di persona, ma ho avuto modo, negli anni, di leggere davvero parecchi dei suoi contributi e, in un caso, l'ho pure ospitata su Senzaudio.


Negli ultimi mesi Ippolita ha dato alle stampe non uno, ma due volumi.

Il primo "Dareide" ripercorre il rapporto che Ippolita ha con lo scrittore Domenico Dara. Essendo io un fan sfegatato della scrittura di Dara non posso che essere dello stesso parere di Ippolita. Domenico è uno scrittore eccezionale e il modo con cui Ippolita ne ha parlato negli anni non fa altro che mettere in luce gli aspetti più positivi di questo scrittore.

Sono contento che le sia venuto in mente di raccogliere tutti gli interventi Daracentrici in un unico volume perché secondo me si riesce a vedere con chiarezza che l'autrice del volume ha instaurato un dialogo con il romanziere. Si vede il percorso e credo che sia una cosa molto bella.


Di recente invece è uscito un secondo volume che si intitola "Il primo pezzo non si scorda mai" anche questo, come Dareide, pubblicato da Città del Sole. 

L'occasione dell'uscita di questo libro è molto particolare: festeggiare i 10 anni di vita de "Il Regno della Litweb" e congelare nel tempo una serie di articoli di letteratura che Ippolita Luzzo ha scritto tra il 2012 e il 2013.

Ippolita ha lo sguardo di chi riesce a non prendersi mai totalmente sul serio (e l'esergo ce lo conferma), di chi ama fare le cose che fa e ne trae un giocoso piacere.

Nonostante questo però le sue analisi sanno essere puntuali e precise, come messo in risalto anche dalla prefazione di Giuseppe Giglio: "A leggere Ippolita Luzzo ci si diverte. Propriamente, ci si di-

verte: svicolando tra gli uomini e le cose che dalle sue pagine -

con vivida naturalezza - si animano. Per il brio, la leggerezza, la

gioia dello scrivere di Ippolita: anche quando lei racconta di libri

impegnativi, che inquietano, che spiazzano. Perché Ippolita è un

folletto, un arioso, ariostesco folletto di incontenibile curiosità."

Ecco, io sono d'accordo con questa lettura di Ippolita e non riesco ad immaginarla senza un sorriso stampato in faccia.

I pezzi raccolti raccontano il primo anno di vita de "Il regno della Litweb" e chissà, magari in futuro verrà alla luce un "Best of" di tutta la sua produzione decennale. 

Proprio per cementare ancora di più questo continuo entrare e uscire dal web che Ippolita testimonia con le continue collaborazionei e la miriadi di progetti a cui partecipa sempre con invidiabile entusiasmo.

E quindi auguri per i primi dieci anni e per i prossimi dieci.

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