martedì 14 luglio 2026

Alessandro Chidichimo 14 luglio 2024

 


Ci siamo tutti in questo libro, ci sono anche i nostri genitori, il papà di Emilio, mia madre, il papà di Alessandro che non riconosce più la moglie e chiede intorno a lui chi lei fosse ed appena saputolo con grande gioia l’abbraccia e la bacia. Ci siamo tutti in questo soffio che è la vita, in una delle conversazioni con mia madre che mancando pochi giorni al compimento dei suoi cento anni mi disse: La vita è un soffio.- La vita, istruzioni per l’uso di George Perec mi ritorna come titolo, la vita che vorremmo, era invece il titolo di un mio post, vita amatissima che muta, si trasforma in un continuo avvicendarsi. Sono già stata qui, sono tornata, tornerò, nei tre tempi che scandiscono il nostro passaggio e insieme il nostro mutare.        Pagine viventi ha scritto Alessandro Chidichimo, pagine che ci riguardano, in una lettura di pensiero, di distanza, di partecipazione.                      


Durante l’assistenza a mia madre, proprio ad agosto, un anno fa, recitavamo con lei @insieme X Agosto di Pascoli. Non abbiamo nemmeno un video della sua recita ed ora io e mia sorella ce ne rammarichiamo. Ritornava una rondine al tetto, ci sembra di sentirla, e non ci sembra possibile chiudere la sua casa. Non siamo mai pronti pur dicendoci che lo saremo.                 Ogni frammento di questo libro è nostro, sono nostri i gesti, nel leggere ricordo le mani del padre di Emilio, coetaneo di mia madre, un secolo di storia e cerchiamo di afferrare le parole con queste mani. Alessandro ci dice l’indicibile, ciò che si tace. Una volta il momento del commiato veniva colorato di nero, di un lutto che durava tre giorni, di un lutto a casa. Io ricordo bambina le cassate, le granite, i caffè che arrivarono a casa nel luglio del ‘74 alla morte di mio nonno. Ora invece i parenti nemmeno salirono in casa di mamma. Ci si saluta e via. Dove siamo rimasti? Dove ci troviamo? Dopo sei mesi io entro a casa di lei e la chiamo:- Mamma, sei qui?- ecco la gioia, sentirla qui con me, con noi, ora sarebbe molto felice, felicissima di sentire che parlo di lei, di noi, con voi.                                           Alessandro dà voce a tutto ciò che noi proviamo e abbiamo provato quando un nostro genitore caro va via, dà voce a loro e rimane una bellissima gioia sentirli felici questi nostri cari, felici di essere vivi in noi. La gioia.         Ippolita Luzzo

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