lunedì 15 giugno 2026

Con Pina Majone all’Uniter

 Conoscevo Pina Majone Mauro già nel 1974 ma non ci eravamo frequentati perché allora stavo in una specie di carcere medievale per cui a casa prima del tramonto e senza altro da fare se non leggere e studiare. Ho rivisto Pina Majone Mauro ai funerali del marito, Albino Mauro, e da subito lei al momento delle condoglianze mi disse:-Vieni a trovarmi.- Ora eravamo entrambe in pensione, entrambe vivevamo da sole e benché lei di quasi venticinque anni più adulta divenne la mia amica più cara. Ogni giorno per ben due ore io salivo nella sua bellissima casa e parlavamo tantissimo di libri io le leggevo ciò che avevo appena scritto, lei mi leggeva le sue poesie, i racconti i saggi. Dal 2013 per anni ho poi presentato con lei Frontiera, ho portato Frontiera, le sue canzoni alla Calabria nelle scuole, ho presentato e organizzato eventi con lei, poi la terribile tragedia della morte di Carlo, il bellissimo e amatissimo figlio, uno degli uomini più gentili che io abbia conosciuto. A nulla valse per lei l’amicizia con Villari che la telefonava, a nulla valse la poesia, lei voleva morire per andare da Carlo. Scrisse Il portico della luna dedicandolo a Carlo e insieme lo abbiamo presentato ad una libreria che non c’è più e nemmeno Savina la libraiac’è più. Sono stata al suo compleanno proprio prima del Covid e lei benché ormai non più a casa sua ma in una struttura mi chiese se i suoi libri erano in Libreria Tavella. Amava moltissimo i suoi libri li amava perché era lei nei suoi libri con la grande ricchezza intellettuale. Di lei voglio farvi conoscere un suo testamento che lèggevamo e commentavamo spesso io ridendo con la mia risata benevolente verso i miserabili e lei con lo sberleffo verso ciò di cui non aveva stima.Il Regno della Litweb di Ippolita Luzzo

DOMENICA 2 NOVEMBRE 2014

Frontiera di Pina Majone Mauro.-Miscellanea a cura di Ippolita Luzzo


Frontiera di Pina Majone                                    

Miscellanea a cura  di Ippolita Luzzo


Per lungo tempo appagati e felici          pag121


Bagnammo nel miele il pane dell’esilio


Oggi però remiamo all'incontrario


Nel mare della nostra indifferenza


Per ritornare dove abbiamo lasciato


Appese al muro le nostre chitarre



Non è ricca la pesca ma stasera            pag122


Dopo una mensa odorosa di mare


Possiamo riaprire le finestre


Ad una notte da reinventare


Ad un mattino che s’indora di sole


Mentre io comincio con l’intitolare


Al vostro ritorno l’ultimo mio canto



Solo tornando s’impara a non partire                 


Ognuno ha il suo tempo e la sua storia     pag33


Ma noi del sud non nascemmo vincenti



Se la storia non ignora se stessa               pag34


Mai più saliremo sui treni dell’esilio

...                                  


Il ritorno è un circuito della mente              pag73


Che ripassa per vie dimenticate


E s’incatena al canto notturno


Di chi grida al cielo sottovoce


Un nome mai scordato che si perde



Mare via di sale  per anime in fuga      pag159


Dal proprio nome  dalla propria fame 

...  


Bentornati alla casa alla foce               pag74


Bentornati al fiume della vita 

...           


Torniamo insieme meglio se siamo in tanti  pag145


Al mare alla casa al campo che lasciammo          



Nell'asfittico spazio del destino   pag185


Ritorno cavalcando la speranza   pag230


Mare unico celeste paradiso  pag231


In questo sud oscuro come l’inferno


Mare solcato dagli scafi insanguinati


Là dove il fato sbarrò la tua strada


Là io ti attendo in anima e dolore pag 231

anima che non sa dove cercarsi pag 232

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