sabato 22 agosto 2026

Roberto Amato Attitudini terrestri

 Roberto Amato Attitudini terrestri in Litweb: Un uovo e un chicco d’uva il suo pasto, leggo nella biografia di Roberto Amato, nei 14 capitoli di Alessandro Trasciatti. Un uovo e un chicco d’uva mi ricorda una estate del 1988, quando io per dire ciò ad una amica l’ho persa per vent’anni, sentitasi offesa da me nelle sue abilità in cucina. Cosa vuoi per cena? Mi chiese lei. Ed io risposi: Per me, Anna, anche un uovo! E su un uovo ritorno indietro ai versi e alla poesia di un uomo delizioso, ironico e giocoso, e nello stesso tempo sfuggente e sconosciuto. Roberto Amato appare e scompare, ritorna e sarà ogni volta diverso nel gioco antico della seduzione attraverso la parola, sempre diversa, sempre una sorpresa. Scrivere per trovare un io, per costruire una identità e scrivendo quell’io verrà distrutto, scrivendo si diventa altro. Ognuno di noi avrà cercato un suo io non trovandolo, lo avrà immaginato e donato ad altri per quella relazione cercata e mai raggiunta con un simile. Attitudini terrestri a sedurre, a immaginare di scrivere una lettera: Poesia è: Lettera ad Elvio. Un frammento da Le Attitudini terrestri. “Darti notizie di me è quasi un motivo ornamentale. La mia vita si svolge come un nome di filo in un fazzoletto. Questo mi sembra plausibile. Eppure ho pensato a te senza smettere mai. Anche se sono qui per nascondere a tutti i miei pensieri ricamati.

E mi viene da piangere a pensare alla bellezza di questa cella ariosa. A come sono fortunato. A come il mondo è perfetto e del tutto cauterizzato (come dice il Dottore) dalla luce che brucia tra le foglie.

Se sono un tiglio o un’allodola nessuno lo sa con certezza. Ma noi, io e te, potremmo essere una cosa sola, un dolore unico e universale, una felicità senza sponde, un suicidio perfettamente calcolato, una malattia incurabile come il raffreddore. E potremmo scaldarci le mani e i piedi in un contatto talmente equinoziale che tutto poi sarebbe irragionevole. Anche il computo ritmico delle stagioni.” Roberto Amato ci ipnotizza con il suono melodioso di una nenia, ci trascina in una abitazione lontana, potremmo essere una cosa sola con lui, noi leggenti e lui accanto a darci universi e angeli carezzanti. Una estate con lui In Litweb un omaggio ad un poeta vero. Le Attitudini Terrestri di Roberto Amato “A volte la felicità mi sfugge. È come se perdessi il controllo di una mano o di un piede. Mi affaccio e vedo gli alberi leggermente mutati. Forse l’estate è troppo inoltrata. E anch’io mi sono inoltrato in un punto della stanza che non avrei dovuto attraversare.

Penso che questi muri dovrebbero oscillare insieme all’aria remigata dagli alberi, e risuonare come lamine di celesta. Invece sono costretto a immaginare un saggio sull’immobilità coatta dei manicomi. E mi viene da piangere continuamente. A chi rivolgere le mie pene saggistiche? Non posso fare affidamento su nessuno. La Cuoca è quasi sempre in cima a un albero del pane, dalla scorza cocciuta e dalle foglie troppo lontane. Il Barbiere sarebbe pieno di dolcezza, ma i ricordi un po’ lo assopiscono, un po’ lo fanno volare via.” A volte la felicità mi sfugge, ma si è felici se ci lasciamo rapire dall’istante, se riconosciamo il dono di un regno, di tanti personaggi accanto, di tante persone simili. Sul nulla del nulla può nascere un fiore oppure altro nulla, chissà! Ipnotizzati e visitati presso un ambulatorio psichiatrico  i pazienti sostano stupefatti. Curati da un dottore. Visitati. Intanto Roberto Amato, bello e impossibile, legge al Festival dei poeti a Rotterdam le sue carezze angeliche. Sì può darsi che lei abbia ragione. Ippolita Luzzo

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