venerdì 6 settembre 2013

I lamentanti del sud



Parafrasi di Ungaretti e Quasimodo

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. (Ungaretti)
Lamento per il sud (Quasimodo)
Forse Quasimodo voleva dire- i lamentanti del sud- coloro i quali si lamentano e come Jovanotti cantano:- e mi lamento e sì  che mi lamento.-  
E lamentano e si lamentano di tutto, e più hanno e più si lamentano.
Lamento per il sud che non la finisce più di lamentarsi.
Per i suddici, abitanti di un sud che li premiò con buoni natali, con carriere universitarie, con studi medici e legali famosi e riconosciuti, per i suddici, ora è tempo del lamento ossessivo.
I tempi non sono più quelli di una volta…sfiorano l’iperbole, si vedono mendicare per strada,  invidiano,  invidiano la mia pensione al minimo contributivo,  invidiano anche il cancro, perché sono rifiorita…vedi tu che culo! Invidiano tutto, il sorriso, la voglia di vivere di chi sa che i giorni sono un regalo.
Invidiano perché loro…poverini! Ah quanto mi dispiace! Devono correre di qua e di là, devono essere a pranzi, a cene e in viaggi, però:- Sai, tu sei tanta abbronzata-  mi dicono e mi domandano:-Come hai fatto?-
Io, cretinamente, ingenuamente, mi ritrovo a spiegare che al sud, e  Lamezia terme in questione sarebbe una città di mare, che possiamo tutti, potremmo andare due ore a mare e ringraziare sole cielo e natura di essere abitanti di questo paese.
I suddici vogliono sempre sapere i fatti degli altri, vogliono sempre sapere quello che tu stessa non sai di te, loro, indagativi e perspicaci hanno già fatto somme e riporti.
Stare qui al sud fra i lamentanti  viene la voglia di far loro elemosina di una frase complessa, di un periodo ipotetico di terzo tipo.
Come sono poveri!
Poi però non ce la fai e con Ungaretti ti trovi a pensare che si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.
Che tutti  al suolo arriveremo, che tutti concime diventeremo, che da rossastri ingialliremo e volteggiando cadremo giù.
Che bello il volo!- mi dico io
Loro saranno così lamentevoli ed invidiosi che riusciranno a dire che il mio volo sarà sicuramente più bello e- che culo che ho a volare via!- mentre loro appassiranno e rinsecchiranno al ramo da cui pendeva la pargoletta mano…ah quello era Carducci, pardon!   
 

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