domenica 14 luglio 2013

Il portico della luna

Il portico della luna


   
 


Dopo tanto tempo dalla morte dell’avvocato Albino Mauro il portico ha riecheggiato suoni e versi di altre estati.
Ogni anno, alla prima luna di agosto, arrivavano sotto il portico gli amici, i letterati, gli artisti, e come nella Grecia del Simposio di Platone, un buffet di cibi  accompagnava  il fluente corso dei versi salaci e melanconici, irridenti e scherzosi, mentre il tutto si mesceva con cori deliziosamente scomposti su  "un’ora sola ti vorrei"
Una fascinazione.
Ripetere il momento, quei momenti, non si può.
Ieri sera era il tredici luglio del 2013, il vero custode di quei luoghi, l’uomo che parlava ai gabbiani non c’era più,  i tanti ospiti nemmeno e un gruppo di nuovi amici si è ritrovato senza un vero canovaccio a interpretare una realtà  più dura,
la difficoltà di vivere in un momento che non piace, senza slancio, senza un vero motivo se non l’amore per:
 Fernando Cimorelli, scultore dal recupero amabilmente grezzo, poggia i suoi cuori, smaltati e non, costruiti con lamiera, frangia e morsetto, incatenati, adagiati o ritti nei sette vizi capitali, augurandosi lui un amore infinito e libero nell’immenso grigiore dell’urbano mondo del brutto che vince.



-No, non vince- gli fa eco Fabrizio Basciano, incantato sulla luna che muove e aggrega ogni cosa, dalle maree ai muscoli umani, dalla forma che un artista crea con un soggettivo sentire riplasmando l’oggettivo che tanto ha studiato.
Siamo noi uno specchio dei tempi, domando io, la fruitrice -senza-, di una cultura che nessuno vuole, quella non omologata e non impacchettata dagli enti e dalle consorterie.
Sì, noi siamo come il tempo in cui siamo, però possiamo essere altro.

Possiamo, con Pina Majone Mauro, essere” Io poeta” e scandagliare i recessi, volare oltre o semplicemente camminare di lato, nel mentre che guardiamo noi tutti intenti a costruirci un momento.
Non esiste un domani se non che sia questo, un istante, una goccia, l’acqua che si fa vita , un dissetarci nel deserto dell’io che Lina Latelli sussurra lentamente goccia a goccia, cristallizzandola nella rosa dura che ognuno di noi porta con sé dopo il suo tour nel deserto vero.
Non so il titolo della canzone che Salvatore Perri intona a cappella, me lo dirà, ed io lo ascolto, ascoltando insieme la giovinezza e la sua freschezza, un gusto salato di cose perdute lontano da noi  dove il tempo è diverso …
Non so perché siamo nell’Altrove, forse perché è con noi la presidente dell’omonima associazione? 
Forse sarà la musica del mare, vero Salvatore? a smorzare il brano al vetriolo che Pasquale Allegro legge.
 Il suo racconto è  sulla categoria dei giornalisti vilipesi e disillusi, alla mercé di direttori anche essi altrettanto scorati da vendite calanti come la luna.
Nessuna luna crescente per loro e il canto solitario di un pastore errante risuona per valli e colline anche nel 2013   - Che fai tu luna in ciel, dimmi, che fai?-
D’Andrea, ottimo traghettatore, ricorda altri cenacoli, altri caffè letterari e ci ninna con una nenia finale, mentre già il languore ci attanaglia.
Non può finire così.
Pasquale Porchia ha fatto i suoi raffinatissimi ensemble fra i versi di Rimbaud e D’Andrè, fra Pina Majone  Mauro e Costabile, ha già cantato il suo Piero che dorme sepolto in un campo di grano insieme a un altro Piero, quello di ciascuno di noi.
Abbiamo tutti una assenza che rimpiangiamo, che vorremmo vicino o semplicemente abbiamo tutti sepolto in un campo di grano qualcosa che… saranno mille papaveri rossi.

E mentre la luna continua il suo corso sul video di Fabrizio Basciano,  mentre in cielo una sua virgola appare lucente,  mentre il mare respira con noi, mentre Pina ci disseta con lei, con le sue parole sull’acqua che...
 è lei, trasmutata come in Ermione, noi siamo silvani, siamo alberi e fiori, siamo  cicale,- vero Lina Cimmino?-, che eravamo uomini un tempo, ora non più, ora siamo quello che non siamo. Solo questo possiamo dire "ciò  che non siamo, ciò che non vogliamo" per dirla con Montale, per dirla tutta poi  ci vorrebbe più tempo
Ippolita Luzzo

2 commenti:

  1. SEI "troppo" brava, "guizzi" anche genialità.

    RIVERISO

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  2. Costanza; Pocechini;Dai
    non esageriamooo
    grazie lo stesso
    Ippolita

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