martedì 2 dicembre 2014

Per Amleto, un mio vecchio post- Lo spostamento dell'Eros



Lo spostamento dell’Eros     1 gennaio 2012    Prima parte
Tra un uomo e una donna
Tra un uomo e un uomo
Tra una donna e una donna
Non mi sembra che ci siano altre varianti, almeno credo.
La tensione fra i sessi, la curiosità, la necessità di soddisfare una esigenza corporea,   essenzialmente  mentale, è quella di non passare  invano, inosservati, sulla faccia della terra. Ed è subito sera.
Questo anelare ad un congiungimento di corpi e di anime si chiama Eros, un dio, con faretra e frecce, un dio fanciullesco e giocoso che muove  e scuote coscienze e membra.
Il dio che dà tormento e ci sveglia nella notte alla ricerca del volto amato, smarrito nelle nebbie di un sogno appena fatto.
Un dio era, per gli antichi greci, anche lui non immune da passioni, che sposò Psiche  ed ebbe una figlia Voluttà -piacere-                     Piacere di conoscersi
Un continuo movimento, un continuo andare, soffrire per la mancanza di quella metà  che, secondo Platone, farebbe di noi l’intero.
Secondo mio padre le cose sono più semplici, la donna accanto all’uomo è come un fiammifero accanto al fuoco, si  accende e si brucia, questo mi ha ripetuto con infinite varianti, e poi aggiungeva- la donna è una canna al vento, pronta a seguire quell’illusione, pronta a soggiacere ai desideri meno casti e più prosaici dell’uomo-
Una donna fantastica, negativamente, e sottomessa a voglie repentine quindi da tenere sottochiave con una educazione sessuofobica e repressiva.
Questo il mio caro papà, che mi impedì telefono e pantaloni, chiacchiere con coetanei e gite fuoriporta, sane e innocenti evasioni, nonché trucco e minigonna.
Questo nei liberatori anni settanta, questo negli anni ottanta, tutto questo continua ora a far parte di un mio bagaglio personale che mi porta a dire stravolgendomi :-Ha ragione mio padre!-
Ha perfettamente ragione, quel continuo fantasticare porta solo idee inconsulte e vedo questi nostri tempi beceri  e scadenti  aver compiuto il misfatto più grave-aver ucciso l’EROS, il motore del mondo, del desiderio.
Una poltiglia, donne falsamente liberate si offrono discinte  ed anche nel mondo più squisitamente letterario  o pseudo tale imperversa il richiamo.
Assistiamo allo spostamento dell’Eros, ormai morto.
-Mi hai letto?-
-Cosa hai letto di me?-
E’ questa la domanda più frequente che uomini e donne si rivolgono sui siti lette rari.
Non la solita e usuale antica richiesta:-Vuoi venire a letto con me?-
-Posso portarti a letto?-
No! Mica siamo su siti porno! Ora non è più tempo! Eppure spostando l’ordine degli addendi, in una addizione, la somma è sempre uguale.
Anche qui, anche ora, che il lemma -letto- da sostantivo si trasforma in verbo,-letto- participio passato  molto passato, anche qui, il risultato non cambia.
Quel che è cambiata è l’età  che,  in un corpo ormai greve, teme incontri ravvicinati  di terzo tipo, reputandoli ormai impossibili, impraticabili, decisamente faticosi e dolorosi.
Così la somma, cioè la visibilità che tutti noi chiediamo all’altro sesso, si sposta nella ricerca dello sguardo sulla parola scritta, sul pensiero elaborato,-Mi hai letto?-manco fosse un lembo di pelle particolarmente irrorato.
La sensazione di piacere, di godimento diventa quasi estatica,--estetica-direbbero  i miei colleghi di filosofia, estasi, uscire fuori da sé per incontrare in un altro  e altrove quell’incanto che darà la bellezza, l’estetica-appunto.
Molto più  gradevole, rilassante, del fastidio di corpi ormai poco avvezzi a contorcimenti vari, preda di dolori articolari, di difficoltà respiratorie, di secchezze e di stridimenti sempre più respingenti.
Così ora l’immaginario letterario riempie il vuoto di un immaginario aderente a domande e risposte reali, uomini velati, nascosti da un nick corteggiano soavi donzelle dai nomi allusivi una richiesta inevasa poi li sbeffeggiano  o spariscono nell’etere inesistente .
Letture letture-Ma hai letto??-
Però poi resta sempre dopo tante letture il languore di un’attenzione, di un sorriso, di una carezza.
Il languore di una tenerezza, di un tempo dedicato a guardare insieme l’azzurro del mare, a sentire il tepore del sole, a condividere lo stesso momento, riporta in vita un altro momento, quando, più giovani, più belli, più immemori avanzavamo felici nel farsi del tempo.
Non siamo più i ragazzi di allora, non ci sono più i ragazzi oramai, siamo soltanto degli adulti stanchi ed annoiati con tanto tempo,  con poca voglia, con molto egoismo, senza tensione.
Nonostante questa disillusione comune la nostra età ci riconsegna ora un tessuto pregevole da rifinire con piccoli punti, con orli a giorno, con ricamo fine e la mano che va è solo leggera, impalpabile e vera della poesia-che vola via-
Anche  Marcuse, anche Fromm poi dissero questo:-Riscopriamo i sentimenti!-
Non possiamo vivere senza sentire, senza tendere verso un altro con disponibilità, con pazienza, con attese.
E’ questo l’EROS che è stato infangato, che soffocato giace sotto Il grande fratello, il colpo grosso, Natale a Cortina, giace sepolto in un campo di grano e sopra le spighe i nuovi poeti ondeggiano al vento un canto muto, il canto dei siti.

Nessun commento:

Posta un commento