giovedì 17 aprile 2014

Nel nome del Padre e del Figlio



Nel nome del padre e del figlio
Il padre e il figlio che non scegliamo
Facciamo gli stessi gesti del padre
Vorremmo essere visti, accettati dal padre
-         Padre mio , perché mi hai abbandonato?-
Siamo in tanti nell’orto degli ulivi a chiedere ad un padre assente, egoista, ad un padre eccessivo oppure semplicemente inutile, a chiedere di essere accettati, di essere presi per mano-.
Molti hanno padri guida e vengono traghettati nelle procelle, altri hanno padri ostacolo, padri prepotenti oppure violenti o assenti, che non ci sono.
Padri che avranno imposto ragioni insensate, un vivere asociale, una terribile noia di dover dire sì.
Padri de- ficienti.
Nel nome del padre che ci portiamo dentro tutti deficienti poi siamo.
Nel nome del figlio che poi abbiamo creato, credendo noi immuni
dai nostri padri, credendo noi capaci di esser padri di cotanti figli.
Nel nome del figlio che è arrivato, uno sconosciuto gira in casa e noi, orbi di tanto spiro, “così percossa e attonita la terra al nunzio sta” Anche l'ultima speranza di lasciare ai posteri la memoria di sé risulta vana.
Nel nome del figlio, dei nostri figli ai quali auguriamo che il dì seguente non sia grave, noi, che figli siamo ancora, preghiamo, preghiamo che venga lo Spirito, qualsiasi spirito, che ci porti i doni, che ci dia respiro, che poi ci regali quella mano che unisca i padri ai figli e i figli ai padri nella fiducia di lenire un viaggio che senza mappa si fa.

1 commento:

  1. Ti posto una mia poesia sul padre e sul figlio (manca lo spirito santo, ma va da sé che è ovvio:
    Padre, perché ti ho abbandonato
    quando le braccia ti stringevi al petto
    e sul tuo viso i segni
    erano di una vita antica e impenetrabile?

    Tu padre, con un gesto mi hai creato.

    Ma il tuo capo riverso si umiliava
    dei giorni che portavano
    a me i tremori della gioventù a te memorie
    di sogni mai vissuti.
    Ora che nel tuo sangue
    più non t’è rivale la mia vita,
    prova a rispondere se tra l’umano istinto
    e il dovere di amare la tua donna
    non fosse poi l’urgenza della linfa a seminare
    germogli di vita a tua insaputa.

    Uno sperma è schizzato nell’ovaia
    e mi ha dato la vita.
    Perciò ti ho abbandonato.

    Marcello Comitini

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