sabato 21 febbraio 2026

Scrivere di Giovanna Casadio, mia amica carissima


 "... Non finisce", scrissi nell'estate degli anni settanta, come impegno e come augurio, su quel biglietto a Giovanna ai suoi diciotto anni, e "... non finisce" mi riscrive lei nella nostra scommessa vinta all'alba dell'autunno del 2018.

Mi sembra già questa una trama bellissima per amare e accompagnare il viaggio di Giovanna a Trapani "Dove si guarda è quello che siamo"

Mi arriva come regalo di compleanno, almeno a me piace pensarlo così, mi arriva con una riflessione sul numero 13, da noi considerato un numero fortunato, mentre sembra non sia così nel resto d'Italia."

Questo l'incipit del mio pezzo dell'undici ottobre 2018 per la presentazione a Lamezia del suo libro "Dove si guarda è ciò che noi siamo" organizzata da me nella libreria Tavella che gentilmente ci ospitava. 

Già anni prima Giovanna mi aveva mandato il testo teatrale che  aveva scritto con Anna Vinci "Gli uomini mangiano i pesci" sui migranti del Mediterraneo nel 2011 e da lì nasce grande amicizia anche con Anna, più volte ospite nel mio felice Regno della Litweb. 

Poi nel 21Aprile 2015  la presentazione del libro "Non seguire il mondo come va", a Lamezia Terme con me, Giovanna Casadio e Michela Marzano e i nostri incontri al Festival Leggere e Scrivere a Vibo, i nostri incontri a Reggio Calabria per Tabularasa, i nostri incontri, le nostri notti a chiacchierare insieme, le confessioni, e le nostre telefonate, i nostri messaggi e l'ultima telefonata solo pochi giorni fa. 

La mia amica Giovanna. 

La mia vita non sarebbe stata felice se non avessi incontrato lei, non avrebbe avuto nessun senso se lei non fosse stata quasi la linea conduttrice del mio e del suo stare al mondo. Avevamo una poesia di Franco Fortini che io conservavo per noi due. Lui l’aveva dedicata a Vittorio Sereni noi due con grande affetto la pensavamo nostra. 

La scrivo qui: A Vittorio Sereni

Come ci siamo allontanati.

Che cosa tetra e bella.

Una volta mi dicesti che ero un destino.

Ma siamo due destini.

Uno condanna l’altro.

Uno giustifica l’altro.

Ma chi sarà a condannare

o a giustificare

noi due.                              

Tutto questo per dire che non è accettabile  o almeno per me risulta incredibile dover fare a meno della sua amicizia anche se credendo, come io credo, un dialogo possibile sto qui a parlare con lei. 

Mi ritrovo a parlare con lei ricordando tutte le volte che insieme parlavamo dei nostri figli che insieme davamo speranze e sorrisi e grande fiducia. 

A luglio del 2024 aveva tanto insistito che io andassi ad Agropoli per festeggiare il suo settantesimo compleanno, io non potevo, io non ho capito, lei mi diceva:- Non ce la fai da sola? Porta anche tua sorella. Vieni.- e mi elencava le amiche che avrei dovuto conoscere e che lei voleva che conoscessi. Non sono venuta e lei dopo poco tempo ha avuto problemi alla vista ed era il sintomo di qualcosa di molto più grave. 

Quando sono venuta a Roma nel 2025 a giugno già faceva la chemioterapia ed io facevo una visita ortopedica da un’altra parte e non abbiamo potuto incontrarci ma nulla si perde e tutto è per sempre almeno nel ritmo che segna il nostro passaggio.

Ora siamo qui a Lamezia, dove con me ha vissuto negli anni del primo e secondo liceo Classico dal 1970 al 1972, siamo poi a Messina, dove io l’ho seguita ed insieme abbiamo studiato filosofia, siamo poi già nel duemila e siamo a Roma, io a fare la Pet e lei venirmi incontro come se avessimo avuto sempre sedici anni.

 E poi a casa al Colosseo, negli anni a venire lei sempre accanto ad accompagnarmi a Più libri più liberi ed io a vincere a Radiolibri per i blog più seguiti in Italia e lei a intervistare Romano Prodi. Sarà stato il 2016. 

Siamo insieme a casa sua, nella sua cucina con la deliziosa frittata che non si gira, imparata a fare proprio da lei, nel suo modo affettuoso e dolcissimo di donarci il sorriso che nutre

Lei ha conservato tutto di me, così mi ha detto, le mie lettere, i miei pezzi, io ho qui i suoi libri e le lettere. Una testimone dell’altra

"Arrivammo a destinazione" è il suo ultimo libro pubblicato da Lillo Garlisi per Laurana. Ho ancora il messaggio da me fatto a Lillo Garlisi per far conoscere a lui Giovanna e il suo racconto, e mi sento la madrina di questo libro

Arrivammo a destinazione 

Ti voglio bene 

"Non finisce" come a quella festa fatta per te, che andavi via da Lamezia e ti trasferivi con i tuoi genitori e tua sorella Vitalba a Messina, nella cantina di casa mia cantando "Piccolo Uomo" di Mia Martini

Non finisce

Ippolita Luzzo 

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