giovedì 27 febbraio 2020

Il ridicolo e pericoloso modo di fare del giornalismo di sciagura

Io lo chiamo giornalismo di sciagura il giornalismo che si compiace dei morti e delle calamità alla maniera di Bruno Vespa che negli anni ottanta domandava con gusto ad ogni disgrazia:- Quanti morti? Quanti Morti?- felicissimo se le cifre fossero esorbitanti e lui potesse continuare la diretta televisiva assaporandone il trionfo e i milioni di telespettatori incollati al suo dire. 
Era veramente sconcio e purtroppo ha fatto scuola continuando lui imperterrito a fare uguale e a creare una scuola di suoi epigoni che, ora dalle pagine del "giornale Libero" e dalle televisioni con Barbara D'Urso che si lava le mani e ci spiega come si intreccino le dita, seminano il panico nell'intera nazione italiana su un virus influenzale, contagioso e da tenere sotto controllo con gli strumenti adeguati della medicina. 
In pochissimi giorni il circo mediatico ha messo in piedi uno sciocchezzaio continuo e martellante tale da far intervenire il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti. 
Credo che però i vari untori della parola dovrebbero essere messi in quarantena e chiusi, loro, in un luogo senza microfoni, per almeno un anno. Chissà se capirebbero! Non credo.
I danni arrecati poi dalla congiunzione fra un giornalismo scorretto e una classe politica incompetente si ritorceranno purtroppo sui tanti che hanno dovuto chiudere spettacoli teatrali e tour di presentazioni libri e sono questi gli incolpevoli a trovarsi in mezzo. 
Mi auguro che i giornalisti forieri di sciagure tacciano per sempre e che siano messi nell'impossibilità di creare ulteriori danni. L'anatema del Regno della Litweb ricada su di loro e impedisca loro di nuocere ancora. Amen   

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