martedì 1 ottobre 2019

Scortesie ovvero Le punture di spillo

" Ciao, come stanno i tuoi contatti?" mi chiede, senza preambolo, un intellettual locale, molto addentro alla cultura storica del mio luogo natio. Lo guardo stranita. Lui quindi di ciò che io faccio vuol solo sapere lo stato di salute di contatti, perché lui crede che io non abbia qui sul web incontrato persone umane che mi stimano per quello che scrivo, no, lui pensa che io sia un'agenda di contatti. 
Evvabè facciamola passare come una domanda inopportuna, così come storiche furono altre domande, al mio ritorno da alcuni riconoscimenti nazionali. 
Una rimane nell'aneddottica della Litweb. " Che hai vinto, una radio?" mi chiese la libraia al mio ritorno da Roma dopo aver vinto RadioLibri, concorso per blog e circoli letterari. 
Oppure altre perle dal " Ti ricujjsti?" al mio ritorno da Roma dalla fiera del libro dopo aver presentato Pezzi, al meraviglioso " Hai visto? Ti abbiamo anche fatto fare fotografia insieme!" detta dopo incontro letterario da me voluto. Mi hanno fatto fare la fotografia insieme! ridendo lo racconto, perché non ho la smania di dover parlare in loco, ritenendolo un loco poco permeabile. Mi piace invece parlare con gli autori, con gli artisti, con i registi, con la creatività perché la sento vitale, perché sento vitale ogni dono artistico. 
Altro spillo recente. Un intellettual sta facendo cartellone per suo festival. Mi chiede mail di un mio amico, direttore editoriale di una rivista. lo vuole invitare ed io, molto seriamente, chiedo se ha pensato di invitare anche il Regno della Litweb. Ed in quel momento lui mi risponde che il cartellone è già completo e che nel caso dovrà consultare il direttivo. 
Questa storia della consultazione del direttivo mi era stata detta anche da un'altra gentile signora, membro di un direttivo di una associazione di un paese limitrofo. Mi disse che per presentare Pezzi dal Regno della Litweb si doveva riunire il direttivo. 
Cioè Mai. 
Sono solo punture di spillo fin quando non si entra nel territorio della maldicenza e della calunnia. Alcune gentili operatrici intellettuali, non si sa per quale oscuro motivo, hanno cominciato da alcuni anni a questa parte a dire che io provi invidia profonda per loro, che io mi diverta a sparlare di loro e per assioma a sparlare di tutti.. Da anni dunque mi trovo impegnata a disincagliare questo pensiero dalle menti di chi le ha ascoltate, convinta che "Il Male perde il bene vince"
Sono dunque serenamente convinta che ogni spillo è solo un fastidio e non può incidere in alcun modo sul cammino fuori dagli schemi precostituiti dagli intellettual scortesi, senza avvedersene. 
      

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