giovedì 1 novembre 2018

Morto

Da un  mio post del 2015:
 Morto da molti anni il fratello di papà che andava ogni giorno a trovarli, si sedeva accanto al camino e diceva: "Chiovi, e chiovi chiovi, quandu chiovi un sicca nente." vuol dire "quando piove non secca nulla."
Morto da anni il fratello di mamma che ogni tanto andava a raccontare le sue stralunate avventure da bevitore e suonatore di mandolino, morto da troppi anni mio nonno, unica intelligenza ironica che io mi porto appresso e morta la nonna con le sue favole, ora andare a casa dei miei cari ogni giorno solo per riscrivere i proverbi di mio padre e le umiliazioni di mia madre, le difficoltà di un fratello e il mortorio di fondo che sussurra.
Novembre 2018
Da allora ad oggi salgo in centro ogni giorno, e il mortorio diventa un sussurrio di passi, di gesti, di sguardi. 
La casa grande, la mia mamma pulisce. Ordinatissima, lei, la casa e il mondo intanto sparisce, si trasforma.
Subito fuori brutture su brutture, cacche di cani agli angoli, muro sbrecciato di fronte, brutte scritte lordano i muri della via, sconosciuti di ogni nazionalità trascinano pacchi e borsoni, si stabiliscono per poco poi scompaiono, intorno cancelli, grate, chiusi gli infissi delle case di fronte. Morto il vicinato. Morto. 
Salgo ogni giorno al centro dove sta la casa dove sono nata, e mi accorgo quanto ormai sia un gesto di risposta alla mia mamma, che mi chiede, al cellullare, cosa faccia. Sto salendo, le rispondo.
Morto il mondo del vicino, dei vicini, non conosco quasi i miei vicini, morto il mondo intorno a noi, celebriamo ciò che il mondo è diventato: un cimitero di buone intenzioni.    

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