venerdì 23 novembre 2018

Giuliana Majocchi Maria Caterina Prezioso PINA & MAX

Ed eccoci a leggere Pina & Max:" Una strada di corse, di sguardi e di orme lasciate sulla battigia che il mare sapiente si porta via. E il tempo, finalmente dal fiato lungo dei buoni camminatori, un
tempo sovrano che ci accarezza le corde dell’anima e ci ricorda
di quella natura che non ci ha mai abbandonato. Un gioco,
il dono di un gioco."
nella prefazione leggiamo. 
Pina:"Nel paese tutti la conoscono ed è accolta sempre affettuosamente.La sua andatura dinoccolata la rende molto particolare,per non parlare poi di quel color champagne…"
 Si sta raccontando la vicenda di una bellissima cagnetta color champagne, e di Max il cane di Massimo "Max. Il suo bellissimo cane lo aveva conquistato da dietro una vetrina di negozio.Era talmente bello quel cucciolo di Husky da sembrare finto."
Qui partecipiamo ad una storia di incontri come se venisse raccontata dai protagonisti, quindi con i personaggi umani più sfocati rispetto alla storia vera e propria che è l'incontro fra i due cani, Pina e Max. "Qualcuno stava bussando alla porta, solo questo la mente di Massimo riuscì a registrare... Afferrò la maniglia e la fece roteare. Davanti a lui c’era Pina, seduta, la testa leggermente inclinata,che lo guardava. Quell’uomo alto, magro, in slip e i capelli scompigliati, era ridicolo. Si alzò, e scostando leggermente Massimo, s’intrufolò in camera. Sapeva dov’era, spinse la tenda, una annusata, un’occhiata, girò le spalle e Max fu subito dietro di lei. I due, velocemente, sfiorarono i piedi di Massimo, che incredulo era rimasto fermo, “imbambolato” con la mano incollata
alla maniglia."
In questa storia vista dagli occhi dei cani gli uomini rimpiccioliscono, rimane Il Grottino, l'albergo che accetta cani, a giganteggiare con la sua ospitalità. Gli uomini come tutti come Massimo accusano il vuoto.
"Solo il cane era diventato molto importante, era il suo occhio
gelido sul mondo e nessuno lo sapeva. Afferrò con forza
il guinzaglio e richiamò Max con un fischio. Max si bloccò,
poi si voltò per guardarlo, all’uomo sembrò di vedere ancora
quel sorriso, al successivo fischio riprese a correre verso di
lui. Max, riconosceva l’ordine del capobranco, o era semplice
affetto, o forse intuiva che l’uomo dal volto sorridente e triste
di un clown, aveva in lui, il suo vero e unico compagno di
giochi"
Una scrittura a due mani come due sono i protagonisti, come duale è il mondo animale e umano che si incontrano e si scontrano, si legano e poi si abbandonano. Dedico questo pezzo alla mia Gala, il setter dolcissimo, dal nome della musa amata da Salvador Dalì, il setter da me salvato e accudito e poi lasciato per non poter più occuparmi di lei. 
Ippolita Luzzo 

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