sabato 10 marzo 2018

Gli automi cellulari all'Uniter

Arriva l'evoluzione artificiale all'Uniter con la relazione di Domenico Talia, professore presso l'Università della Calabria.
Tema della relazione: " Sistemi Complessi e Evoluzione Artificiale con Automi Cellulari."
A dirla così non si evince la piacevolezza della serata e il senso di benessere alla fine nell'aver certezza che una regola base, semplicissima, sta all'origine di ogni vita vivente: una costruzione matematica precisa. Come nasce la vita? Come si replica? Come muore e poi torna a rivivere?
Seguendo il principio, dal particolare all'universale, dal fenomeno nascente al fenomeno emergente, il professore Talia ci ha avvinto alle sorti di un automa cellulare in grado di riprodursi seguendo le leggi della vicinanza, del calore, dello spostamento, e poi negli esempi sulla nostra vita abbiamo capito quanto anche il nostro cervello altro non sia che un automa cellulare! Non c'è un pilota che guida i nostri neuroni, il volo degli uccelli o gli spostamenti dei pesci, bensì una regola, innata, dicevano i filosofi, vedendo già un tempo molto lontano ciò che vediamo ora con altri mezzi. Dai sofisti a noi, dalle analisi linguistiche della scuola di Noam Chomsky che hanno teorizzato l'esistenza di strutture grammaticali innate, cioè presenti nel cervello già alla nascita (e.g. nell'area di Broca), senza le quali i bambini non potrebbero sviluppare una competenza linguistica e in psicologia all'innatismo modulare, assumendo l'idea di base che la mente sia costituita da insiemi più o meno connessi di strutture o moduli innati, incapsulati, specializzati e selezionati dall'evoluzione per eseguire funzioni particolari, siamo giunti ad un vero e proprio laboratorio di Intelligenza artificiale. Affascinati dalla lezione, dal cristallo di neve alla nevicata, dalla conchiglia alla regola,  continuiamo a svolgerla nella nostra testa con Goethe, dal particolare all'universale con in mano la foglia del ginko biloba, 
E’ una sola cosa viva
Che in se stessa si è divisa?
O son due,che scelto hanno,
si conoscano come una?

In risposta a tal domanda
Trovai forse il giusto senso.
Non avverti nei miei canti
Che io sono uno e doppio insieme?    Goethe
 ...è la mia continua domanda, la stessa tensione, sempre. Ogni cosa che dico, da semplice appassionata di chi scrive, tende sempre a chiarire, a mettere luce nella divisione e trovare l’unione, il percorso unico. Ed il professore Talia ieri sera ce lo ha dimostrato con precisione matematica. Una regola tanto semplice da essere sicuramente divina.
Ippolita Luzzo 


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