mercoledì 26 agosto 2015

La magnifica inconcludenza di alcuni post su facebook

Postare è gratis, facile e compulsivo. Lo faccio anche io da mane a sera. Alcuni postano pensieri alati tratti da libri molto studiati, altri argomentano pensieri propri, raggiungendo l'eccellenza. Nell'inconcludenza.
Si dà così ragione ad un antico adagio:" Magnifica facciata ha Fortunato ma il piano superiore è spigionato" Intendendo che il  piano superiore di bel castellotto, colto di facciata,  nessuno lo vuole affittare, quindi vuoto sta, e che molti hanno bella presenza e testa sfitta.
 Mi giungono segnalazioni amene di post fatti da operatori e operatrici culturali che operano in sale operatorie culturalmente anestetizzate all'intelligenza ed al riso,  con personale che sconosce un significato concluso di  pensiero espresso.
Uno dei più recenti pervenuto nelle nequizie quotidiane ve lo ripropongo qui come bozzolo in cui avvolgere noi stessi: Che questo fermento culturale s'innalzi sempre più come un'onda coraggiosa che urtandosi contro qualunque venditore di fumo raggiunga la famosa isola che non c'è.

Nella babele di facebook, quindi, operatori e operatrici culturali operano, producono succulenti prodotti di consumo rapido: Metafore, anafore, similitudini, ossimori, paronomasia, endiadi, zeugma, anadiplosi...
le figure retoriche che tutti utilizziamo nel lessico più usuale. 
Se però codesto lessico dovesse servire a far germogliare la pianta del sapere allora ogni frase dovrebbe significare ed avere in sé un concetto, un'idea conclusa ed io per quanto abbia analizzato post che vi ho appena messo come esempio non trovo corrispondenza fra immagini e significato.
Qualora qualcuno riesca a far esegesi del testo appena proposto sarò felice di applaudire il nuovo e giovane pensiero che avanza come un'onda coraggiosa  



5 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Basita dall'esplicito vuoto interiore, attendo sviluppi oltre la Rete agognando esplosioni di senso.

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  3. e comunque appena l'onda si infrangerà sulla battigia, e bagnerà la sabbia, come normalmente succede, io sarò la prima ad applaudire

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  4. Mi permetto una modestissima segnalazione grammaticale, correggerei così: "se qualcuno riuscisse a...sarei..." oppure:"qualora qualcuno riesca...sarò...".
    Salvatore Augusto Tonti

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