giovedì 21 agosto 2014

La Litote- 27 Novembre 2011



La litòte (dal greco antico litótēs, "semplicità" e "attenuazione", da litós "semplice") è una figura retorica che consiste nel dare un giudizio o fare un'affermazione adoperando la negazione di una espressione di senso contrario. Può avere intento di attenuazione o enfasi, ma anche di eufemismo o ironia.



La litote  27 novembre 2011  

Una domenica così non la potrò dimenticare … cantava così, chi? tanto tempo fa.

è stato tutto un caso.

Ho poggiato il mio cappottino rosa, alla Kate Windsor, su una sedia vuota di un tavolo perfettamente vuoto, con altre giacche, cappotti, messi lì sulle sedie, ho scelto un tavolo soleggiato, con una grande vetrata in  fronte un giardino, un mare in lontananza, e lì mi sono seduta, in attesa di commensali, compagni di merenda? sconosciuti.

Poi mi sono ritrovata a capotavola, con accanto un coetaneo di Mario Monti, il nostro … obtorto collo, capo di governo, un prof di spagnolo, tre colleghi ed abbiamo fatto un collegio docenti!

Un assistente di laboratorio di fisica-chimica nel liceo classico, un prof di francese, la sua simpaticissima moglie ed io, di lettere, abbiamo iniziato con una litote. Non è magnifico?

La litote per comunicare una carica emotiva, per sorprendere, incuriosire e non lasciare  indifferente l’ascoltatore! Ma questo è il compito di tutte le figure retoriche!

Nella litote,  che io avrò fatto, avrò negato per attenuare, avrò detto –non sei anziano per dire… Sei giovane

Attenuando la gravità dell’asserzione, avrò detto -ma  no, non è così- Volendo dire è proprio così! Siamo tutti giovani o vecchi a secondo se ci rapportiamo a vicini più giovani o più adulti, cambiamo velocemente anche atteggiamento- Uno nessuno e centomila.

E dopo la litote riconosciuta subito da Bruno, Antonio mi ha raccontato lo snodo cruciale della sua vita, l’avvenimento in sé banale, forse, incredibile, strano, in un uomo che ha sempre fatto della correttezza e della mitezza il suo stile di vita, l’avvenimento  forte e decisivo che, a vent'anni circa, lo costrinse a subire uno stop senza preavviso all'università.

Non lo racconto, ma l’ho ascoltato ed ho percepito il suo stupore, il suo meravigliarsi ancora oggi di come fosse stato possibile, di come il destino avesse deciso per lui, regalandogli poi un lavoro diverso, una bella moglie, dei figli stupendi e amati e degli amici cari e sornioni.

Ci siamo proprio tuffati nella sua storia, ne eravamo rapiti -Il cibo? Chi l’ha visto?- eravamo proprio lì con lui, nei suoi vent'anni, della fine degli anni cinquanta, primi anni sessanta, lontani e così siamo rimasti con il prof di spagnolo.

Siamo partiti per la Spagna, il Portogallo, la saudade, la malinconia letteraria e reale delle donne dei pescatori che attendevano i loro cari al ritorno della pesca in un mare amico infido, un ossimoro? pacifico e nemico, amico nemico, quel mare che brillava con  sfarfallio di luce davanti ai nostri occhi.

 Il prof di francese, a tanta malinconia, ridente eh, ha opposto le sue barzellette esilaranti, ha recitato le sue poesie, quadretti deliziosi di un paese con macchiette tipiche, con personaggi che si possono trovare sempre e solo in un paese.

Motrice e Rimorchio, il dottore Greco, il dottore che visitava le donne sotto la madama e costoro gli fecero una propaganda elettorale spietata, tutto gratis! logicamente il dottore fu eletto sindaco, nel tripudio dei suoi sostenitori che lo lanciarono in alto, afferrandolo proprio lì, dove non dovevano! Ho ancora in testa il comizio di un altro politico  che disse alla folla:-Votate perché io non sono come quelli di tando!-

Quante risate ci siamo fatti! Tanti si sono incuriositi, le mogli, ogni tanto, premurose, ci chiedevano di cosa parlassimo, felici a loro volta di vedere i loro mariti come sempre sorridenti scherzosi, felici come ero io, che,  per puro caso,  ho avuto il piacere di incontrarli  e sorridere.

Ecco di cosa sorrido io, di una litote riconosciuta, detta così lievemente, che mi riporta al tempi della mia scuola amata, sorrido di assonanze, consonanze, rimandi a pensieri e libri, con la leggera sensazione di essere capita su uno stesso terreno di riferimento, quello degli studi condivisi certamente  ma soprattutto sul terreno del rispetto e della delicatezza degli incontri umani
Ippolita Luzzo 
                                                                                                             

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