giovedì 4 febbraio 2016

Uniter con Tiziana Iaquinta

Uniter ieri sera, mercoledì 3 febbraio 2016,  con Tiziana Iaquinta arrivata da Cosenza a bordo di un monovolume bianco. Bellissimo mezzo che io scorto con mia panda viola fino alla Casa Del Sacerdote, sede dell'Uniter.
L'aspettano in tanti.
Costanza FalvoD'Urso, vicepresidente, presenta Tiziana ai soci e la lezione ha inizio. Più che lezione Tiziana fa una conversazione di alto livello e nello stesso tempo umana ed  avvolge l'uditorio in un unico corale sentire. 
I soci erano estasiati, nessuno si alzò per allontanarsi, anzi, alla fine non volevano più andare via abbracciati dalle parole di Tiziana. 
Eppure erano state, le sue, parole forti, complesse. L'argomento era il dolore. Come affrontare il dolore con la nostra fragilità. 
Non esiste un guardare in faccia il dolore. Ora solo rimozione si attua, ci dice Tiziana, raccontando di una scuola sempre più impreparata alle debolezze viventi nei banchi, raccontando di mamme che non domandano ai figli eppure fanno mille messaggi. Si rimuove l'incontro con il dolore, con le fratture, con le separazioni, con le ferite e si lascia che sia il tempo a lenire. Il tempo non lenisce niente, incancrenisce e nel darci questo avvertimento racconta ancora come abbia lei affrontato il dolore, come sia nato da un dolore grande un libro " Ciao, Caterina" come abbia lei ripercorso sulla soglia la casa appena lasciata dal papà di Caterina, la loro bimba di cinque anni. 
Nell'impatto con le difficoltà la svolta. 
Sembra il suo di stasera la continuazione di altro bellissimo momento  successo sabato sera con Vittoria De Marco Veneziano, una altra grande testimonianza di svolta.
Nel fare della nostra vita materia commista agli studi amati anche le discipline che poi si insegnano vivono e la scuola non è più solo test e codici. 

La farfalla che appare nelle mani di Tiziana, gioco di movimento, ricorda il titolo del libro di Vittoria de Marco Veneziano " La Farfalla dalle ali spezzate" 
Nel grande desiderio di rivedere entrambe a Lamezia, nel ringraziarle speriamo di  applaudire il monologo, portato sulle scene da Marco Paoli, attore e regista, che si è innamorato del testo
 " Ciao, Caterina" io qui, nel mio intervento alla fine ricordo la responsabilità delle nostre azioni di fronte a gioia e dolore in qualsiasi luogo noi ci troveremo. Essere abili alla risposta, qualsiasi sia la domanda che la sorte oppure i nostri simili ci faranno 





Curriculum scientifico:

  • (1997-2001) Dottorato di ricerca in Modelli di formazione. Analisi  teorica e comparazione – Università degli Studi della Calabria, Dipartimento di Scienze dell’Educazione
  • (2002-2005) Assegno di ricerca– Università degli Studi della Calabria, Dipartimento di Scienze dell’Educazione
  • (2010) Ricercatore confermatoin Pedagogia generale e sociale (SSD M-Ped/01)
Ultima pubblicazione 
  • IAQUINTA T.,La fragilità, il silenzio, la speranza. Una pedagogia del dolore per insegnare a costruire la felicità, Aracne, Roma, 2014.

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