martedì 24 novembre 2015

Massimo Sannelli il 27 Novembre. Digesto all'UNITER


 "Prima o poi, inizi a riconoscerti in una strana disperata felicità, che si getta su tutto, filologia cinema teatro prosa traduzioni viaggi insegnamento editing pianoforte" cosi dice Massimo Sannelli e questa felicità si chiama arte, aggiungo io.
Come si racconta la voglia di raccontare sé stessi? Alcuni non si fanno problemi e raccontano fatti che gli sono successi e parenti lontani e nipoti da accudire e case, da spolverare e tenere in perfetto ordine per 50 anni, altri invece fanno letteratura di sé stessi ed è come leggere la vita di tutti noi con le nostre stesse faglie. 
Dovrei parlare di Massimo Sannelli e di Digesto il 27 Novembre e da giorni sposto il libro dalla camera da letto in cucina, poi sul tavolo del soggiorno, e continuo a raccogliere e a leggere interviste di Massimo su riviste letterarie e programmi televisivi. Sono convinta che non posso, che non sarò in grado di dare un sapere che non conosco, ma sono altresì convinta che l'elettricità del testo possa percepirsi solo leggendo. Così nella mia impreparazione ed incoscienza inizio questa lettura di Digesto. Un diario a giorni musicali con inizio  Allegro maestoso a finale Allegro moderato ma rubato.  Può essere che siamo tutti a confessarci.Una confessione scritta fra il 2000 ed il 2014 da cui io estrapolo un filo tenue, quel filo unico che potremmo scrivere tutti noi. "Qui devo essere il tuo duca, sì, voglio dire:la tua guida.  " Oggi abbiamo cinque anni e non abbiamo la gloria: siamo nell'imperfetto e non abbiamo stile-tu ce l'hai? "
"Che cosa sei, senza coscienza, che cosa sei?Come una ruota persa, un ciondolo...(una memoria molto lunga, che lega tutto, tutto a tutto.)"
"La via maestra è la storia. La storia sei tu. Rileggi."
"c'è un impero privato.c'è il muro della confidenza, la sua fine, c'è la confidenza bloccata, la sua fine, quasi con tutte e tutti."
"Esiste anche la solitudine e non c'è niente di male. Infine ci sono altre paternità, segrete e delicatissime."
"L'emozione è proprio come questo inizio, e i libri non sono miseri, ma celesti"
"La salamandra-dicevano-sopravvive al fuoco.resiste. Forse fu così. Ma resistere non è amare. Per questo gli amori finiscono: perché resistere non è amare e resistere è un esercizio. capisci questo? Resistere è un lavoro."
"La solitudine diventa fortuna e prima fu la diversità"
"Il cervello accumula dati.gli uomini-cioè i maschi-fanno così. Quante arie ha quell'opera?Tante. Quante? voglio il numero. Ecco, l'uomo fa così:misura tutto."
scrive di padri che non sono mai esistiti, se non per convenzione, scrive di diversità e di apparenza, di Michaux e dei segni, scrive che "tre cose verranno meno:la parola senza santità, la speranza che si gonfia, la necessità di dimostrare. A poco a poco saranno deviate in un altro campo, tempo, mondo;quindi scompariranno.
"Nella  parafrasi  appariranno tre cose buone; la parola santa, la speranza senza orgoglio, la semplicità dei discorsi   
leggo Isaia verso 44 " Dio dice al suo popolo Tu sei degno di stima", la sapienza era solo istinto. E poi la violenza subita, e poi " Una collana di appunti-gioielli-lunga come tutto il tempo da vivere:non è un sogno."
Nella veggenza del poeta ci sta un morirò a Parigi, come Vallejo, e poi" tu, tutto, il doppio di tutto un mondo si riduce ad una biglia, una palla che salta che fa pim pum: tutto si vede, tutto si paga, tutto si dà;e tutto si organizza, ma poi si perderà. Chi lo sa si prepara."
Si chiama digesto:il libro c'est moi e mangia, contiene, consuma(conserva un po') ride pure e si osserva. e la memoria vuole rigore...
"riscrivere è il piacere, rifare tutto è bello. Uscire dalla porta è buono. Non farsi più insultare, non perdere dignità" Sono cose importanti. Digesto per noi sarà leggere per vivere. Per divertirsi un po'

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