sabato 15 agosto 2015

La Lavatrice di Ferragosto



Saranno sessanta i ferragosti che dovrei aver fatto uguale a questo e, se un tempo mi arrovellavo, mi ribellavo e mi sembrava una punizione ingiusta, ora reputo che il ferragosto fatto così sia molto meglio delle tante lavatrici con cui si condiscono i dialoghi fra amici.
Non che non sappia della bellezza di conversazioni amene e leggermente ilari, ne ho appena fatto io una poco fa con gruppo di famiglia amicale, però mi restano ferme   quella domanda e quella risposta  che interrompono  l’interesse altrui e lo dirottano  sulla lavatrice.
Qualche tempo fa ad una mia amica domandai se la interessavo, lei mi rispose che proprio in quel momento la lavatrice, bloccata, aveva ripreso a girare, rendendo così inutile intervento del tecnico. Era bastata la mia telefonata! E impedendomi di parlare lei magnificava i giri del cestello.
Ovviamente la telefonata rimase storica nella mia testa e qualche tempo fa, altra amica, a mio nuovo tentativo di dire cosa io stessi pensando di noi due, mi rispose che aveva fatto la lavatrice, suddiviso i bianchi dai colorati, le tovaglie dalle lenzuola, l’intimo dagli abiti, insomma reduce da tre lavatrici era poi passata a raccontarmi come avesse fatto la lavastoviglie,  messo i bicchieri in su, di come avesse lavato a mano a mano altri bicchieri, più fragili. Già io mi ero distratta e lei, accorgendosi, mi domandava ” mi ascolti?” mentre io, in preda a mal di testa da lavatrice, ripetevo a lei per filo e per segno ogni cosa, e aggiungevo  " no, no, non sono distratta".
Certo avevo capito una cosa: era finita, finito l’interesse fra me e lei, fra me e l’altra, ogni interesse non può durare su un giro di lavatrice.

Oggi quindi augurando a mie amiche storiche e non  una  estate ed una festa  che non passerò con loro, così  come non ho trascorso  tutti gli altri anni, giochicchio con i tasti di un computer che nemmeno compagnia mi fanno più. Anche loro mi vogliono dire che sarebbe meglio andare a fare una lavatrice?

2 commenti:

Mariateresa Costanzo ha detto...

La capacità di liberazione dall'elettrodomestico è direttamente proporzionale alla considerazione di sé come essere senziente.
Riconoscersi braccio meccanico è la dichiarazione di resa di una umanità non propriamente radicata.

Ippolita Luzzo ha detto...

Io lavatrice non ne metto. Oppure quand'anche la mettessi non sarebbe argomento di chiacchiera amicale. Questo è il resoconto di due conversazioni con due donne che non parlano più di loro stesse. Due donne perse fra lavastoviglie e lavatrici. Ripeto due mezzi utilissimi ma ininfluenti per argomentare sentimenti